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Breve cronaca dell’incontro con Enrico Letta in Lussemburgo

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Tra i vantaggi di avere un account Facebook c’è sicuramente quello di essere informati dei vari eventi ed incontri organizzati nel Granducato. Mi sono così imbattuta nell’invito alla presentazione dell’ultimo libro di Enrico Letta : Faire l’Europe dans un monde de brutes”. Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, più volte ministro e parlamentare europeo e nazionale, Enrico Letta è oggi Dean della Scuola Affari Internazionali dell’Università Sciences Po di Parigi e presidente dell’Istituto Jacques Delors.  Per noi italiani in Lussemburgo, accorsi al suo incontro organizzato alla Librairie Alinea in un orario non conveniente per chi lavora (….alle 14.15 di lunedì), è sicuramente un Uomo Politico per il quale nutriamo una stima ed un rispetto ineguagliabile (…nel senso che non ha eguali nell’arena di personaggi pseudo politici oggi “in poltrona”).

Ahimè l’incontro è andato ben al di sotto delle aspettative e non di certo per Enrico, che oltre ad essere  un fuoriclasse come politicoscrittore, mediatore, diplomatico ed insegnante è altresì una persona molto piacevole.  Di fatto era stata veicolata un’informazione sbagliata, ovvero quella che Enrico ci avrebbe parlato del suo libro. Del libro ha sì parlato, ma alle 12.30 alla Maison d’Europe: peccato che non lo sapesse nessuno, o quasi.

La consolazione? Una stretta di mano, una foto, qualche scambio di battuta e l’acquisto di un libro le cui premesse invogliano a leggerlo e rileggerlo e….consigliarlo, soprattutto agli anti-europeisti.

Ma quale versione? Entrambe le versioni, quella francese “ Faire l’Europe dans un monde de brutes” e quella italiana, uscita lo scorso marzo con il titolo “Contro venti e maree. Idee sull’Europa e sull’Italia”

In riferimento a quest’ultima versione, sin dall’introduzione al volume emerge l’animo da “irriducibile europeo” di Enrico Letta, che scrive:

“….grazie alla scelta di essere in Europa, di aver voluto l’euro e di avere voluto l’Italia nell’euro fin dall’inizio, oggi siamo ancora a galla..” . E poi:

“Lo spirito europeo, cioè il desiderio di superare i limiti di ogni nazione per progredire insieme, il desiderio di cooperare e non solo di farsi concorrenza, è svanito. Fare l’Europa non s’improvvisa. Se non esiste una ferma volontà legata a una visione chiara e condivisa, si va avanti solo per inerzia”.

Il testo tratta di politica nel suo senso più completo: tratta di immigrazione, disoccupazione, crescita e del ruolo e responsabilità dei social media.

Ed in una delle ultime pagine si legge“…una buona politica che proponga il meglio e non l’alternativa al peggio sia possibileCi sono tanti giovani che hanno solo voglia che qualcuno dia loro fiducia”.

Eh già. Purtroppo oggi, quando confrontati con la scelta politica, ci troviamo ad optare per il meno peggio: il meno volgare, il meno razzista, il meno “intrallazzato” (chiedo venia, passatemi il termine).

Purtroppo oggi ridacchiamo se confrontati con la caricatura dell’ “Italiano medio” o davanti ad un video del “Milanese imbruttito”. Se mio padre tornasse indietro anche solo per un istante direbbe “che rire a ffa’? chesta e’ cose a’ chiagnere”.

Ma non c’è tempo per piangere. Rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci in gioco, in altre parole p-a-r-t-e-c-i-p-i-a-m-o e invitiamo a partecipare, evitando di accendere sterili polemiche che, oltre a non portare da nessuna parte, si aggiungono alla sempre più divampante cattiva informazione.

A chi non ha dunque avuto il piacere di incontrare Letta dico: “Siate pazienti, Enrico tornerà presto in Lussemburgo, c’è già chi sta organizzando il prossimo incontro….”.

Nell’attesa leggiamoci il suo libro. Buona lettura.

GE

 

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