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La storia della Consulta dei Campani tra presente e futuro

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La diaspora dei Campani nel Mondo è tra le più numerose. Secondo i dati recenti del MAE e dell’AIRE, gli italiani nel mondo sono circa 60 milioni le persone che parlano l’italiano o il dialetto come seconda lingua, che cucinano all’italiana, che consumano prodotti italiani alimentari, beni durevoli e macchine (auto, moto, scarpe, abbigliamento, ecc.).

I Campani nel mondo sono tra le comunità regionali le più numerose. Specie in Argentina, USA, Brasile, Australia e Europa. Secondo i dati ufficiali essi sono circa 5,5 milioni.

Per rinsaldare il legame tra l’Italia e le comunità degli italiani all’estero negli Anni ‘80 furono istituite, con legge dello Stato, le Consulte Regionali con lo scopo di far beneficiare le Regioni di tali esperienze.

La missione ufficiale e lo scopo delle Consulte è, quindi, di intrattenere le relazioni umane tra le Associazioni dei campani residenti all’estero e il Governo della Regione Campania.

Nacquero le prime Consulte: veneti, marchigiani, siciliani, lucani, abruzzesi, umbri, sardi. Quella della campana fu istituita nel 1984 a Caserta. Vi presero parte rappresentanti di 10 nazioni. Ma Lussemburgo non figurava fra questi.

Quando il 4 gennaio 1986 l’associazione A.R.C. mi affidò la presidenza dei Campani in Lussemburgo cominciai ad interessarmi alla questione. Presi contatto con la Regione, la quale mi disse che eravamo troppo pochi per aver diritto a un seggio. Allora iniziai ad esplorare la situazione in Belgio e seppi che neanche loro avevano un « consultore ».

La squadra A.R.C.  dell’epoca – composta, tra gli altri da Prisco, Cetrulo, Schiavi, Olivieri, Tututcci, Mosca, Artigliere, Notaroberto, Gentile  - ebbe l’idea d’intessere rapporti con le 6 associazioni in Belgio per far numero e chiedere un « consultore » per i due Paesi. Esse furono d’accordo e nel 1987 fu creato il « Comitato di Coordinamento delle Associazioni del Belgio e Lussemburgo» (CCCBL), formato da 7 associazioni in rappresentanza di circa 3.000 famiglie. Le associazioni erano site ad Anversa, Masmechelen, Liegi, Morlanwelz, Charleroi, Namur e Lussemburgo.

Nel 1988, dopo reiterate richieste, ottenemmo la creazione di un «consultore-osservatore ».

In un’Assemblea generale a Bruxelles i Comitati delle 7 associazioni furono chiamati a scegliere il loro portavoce tra 3 candidati e, dopo la presentazione dei rispettivi progetti, fui designato a rappresentare il Belgio-Lussemburgo.

La scelta fu comunicata alle autorità competenti della Regione. Questa prese atto della mia designazione e m’invitò a partecipare, in veste di osservatore, alle successive sessioni della consulta che si svolsero nel 1988 a Maiori e nel 1989 a Telese.

La proposta di istituire un posto di «consultore» per il Belgio e Lussemburgo, fu accolta nel 1990. Da allora divenni « consultore » con mandato quinquennale e partecipai alle sessioni del 1990, 1991, 1992 e 1993, 1994.

Nel 1993 furono indetti i Congressi mondiali per eleggere i «consultori.

La neonata FACILB, Federazione delle Associazioni del Belgio e Lussemburgo riconfermò la mia nomina a “consultore” per il Belgio e Lussemburgo per gli anni 1993-1998.

Ricordo che la FACILB si riuniva a turno nelle sette sedi 7 volte l’anno. I nostri 5 delegati di Lussemburgo fecero i commessi viaggiatori per spostarsi su tutto il territorio del Belgio, avendo noi una sola associazione.

La sessione della Consulta del 1993 fu la più incisiva, perché gli 11 « consultori esteri » si mobilitarono per ottenere una maggiore rappresentazione in seno alla Consulta medesima. Fino ad allora la Consulta era composta da 30 « consultori », di cui 11 provenienti dall’estero e 19 provenienti dalla Regione, tra cui le associazioni nazionali ANFE, ACLI, MIGRANTES, UNAIE, UIL e altre minori.

Dopo alcuni giorni di negoziato duro –  allertammo anche la stampa nazionale su questa discrepanza –  ottenemmo di riformare la Legge regionale e di fissare il numero dei « consultori » esteri a 16 e quello dei « consultori » regionali a 14. In più ottenemmo 2 vice-presidenti, mentre il Presidente rimaneva di nomina regionale, cioè un Assessore-Ministro regionale. Nella sessione del 1993 furono nominati vice-presidenti i consultori del Venezuela e del Lussemburgo che rimasero in carica 10 anni. Infine, su mia proposta, furono creati 2 seggi propriamente uno per il Belgio e uno per il Lussemburgo. La legge 2/96 ha recepito questi cambiamenti, con decorrenza dal 1998.

Negli anni « grassi » della Consulta (quando esistevano i fondi per farlo) sono state realizzate diverse iniziative a favore dei giovani e degli anziani. Esse sfociarono nel 2000 in una Conferenza nazionale a Roma e in vari inviti a soggiorni in Campania per 50 giovani e 50 anziani provenienti dai 4 continenti.  L’ A.R.C.  di Lussemburgo ne ha beneficiato varie volte.

I congressi del 1998 e 2003 riconfermarono la mia nomina a «consultore» per il Lussemburgo. Per il periodo 2007-2009 i « consultori» esteri ricevettero una proroga per l’impossibilità finanziaria di convocare nuovi congressi nei 4 continenti a causa della crisi finanziaria di quegli anni.

Qual è la situazione oggi ?

Per mancanza di fondi la Consulta non è stata più convocata regolarmente tutti gli anni. Le ultime sessioni si sono svolte nel 2009 e nel 2011.

I congressi per eleggere i nuovi « consultori» avrebbero dovuto aver luogo nel 2010. Nella sessione del 29 e 30 novembre scorso è stato previsto di prorogare per un altro anno il mandato degli attuali « consultori», in attesa di poter indire i congressi, sempre che siano stanziate le dotazioni finanziarie per celelebrarli nei 16 Paesi dei 4 continenti.

Su impluso dei « consultori» esteri più attivi abbiamo ottenuto tre avanzate significative nella Legge del 2/96 che verrà riformata a partire dalla prossima entrata in vigore :

  • riconoscere un ruolo più incisivo – e adeguato ai tempi – ai futuri consultori da eleggere nei congressi che saranno celebrati nei 16 Paesi ;
  • in tale prospettiva mutare l’appellativo «consultore» che non significa granché ed è intraducibile nelle varie lingue straniere. In avvenire si chiameranno «consiglieri» e la Consulta porterà il nome di Consiglio regionale dei Campani all’estero;
  • Stabilire un nesso inter-assessorile in modo da creare una sinergia tra i vari assessorati con quello che ha la delega del Consiglio regionale dei Campani all’estero.

A causa dei tempi di attuazione delle leggi e dei regolamenti regionali (ma anche nazionali) lunghi e soggetti a imprevisti istituzionali e politici non si conosce ancora quando saranno convocati i prossimi congressi per eleggere i 16 nuovi « consiglieri ».

Franco Avena

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