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“Il RIM junior ricorda ai ragazzi che ieri “l’altro” eravamo noi”. Intervista a Daniela Maniscalco

 

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Un nuovo libro di letteratura per ragazzi, dal linguaggio semplice e accattivante che racconta la storia, spesso ignorata o dimenticata, degli italiani all’estero. Un viaggio che parte dall’Italia e ci porta in tutto il mondo dove attraverso cibi, mestieri e abitudini gli italiani si sono fatti conoscere e apprezzare. L’autrice Daniela Maniscalco, vice-presidente della Dante Alighieri, Comitato Lussemburgo, presenterà il volume il prossimo 2 febbraio alla Libreria italiana insieme a don Giovanni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes (Roma).

In un momento storico in cui l’arrivo di migranti in Europa, e in Italia in particolare, crea tensioni e preoccupazione è importante mostrare ai giovani l’aspetto speculare dell’immigrazione in Italia, quello dell’emigrazione degli italiani che, per secoli e fino ai giorni nostri, ci ha visto protagonisti di un importante flusso migratorio in tutto il mondo, sottolinea la Fondazione Migrantes che ne ha affidato la cura del volume a Delfina Licata, già caporedattrice e curatrice, da molti anni, del Rapporto italiani nel mondo per la Migrantes.

«Il racconto degli italiani nel mondo RIM Junior 2017. Le migrazioni italiane nel mondo raccontate ai ragazzi» (Tau, 2017) permette al giovane lettore di avventurarsi alla scoperta della storia dell’emigrazione italiana con o senza la guida dell’insegnante. La grafica di Mirko Notarangelo e le illustrazioni di Carmela D’Errico, contribuiscono a rendere il volume adatto alle scuole primarie e secondarie.

Intervista all’autrice.

 

foto Ramunas

foto Ramunas

Come è nata l’idea del RIM Junior? Perché è importante raccontare ai bambini/ragazzi le pagine della nostra emigrazione?

Il RIM junior (Il Racconto degli Italiani nel Mondo) della Fondazione Migrantes è nato come una sorta di “fratellino” del RIM (Rapporto italiani nel mondo) per raccontare ai giovani la nostra emigrazione di ieri e di oggi. Penso che la memoria storica sia fondamentale per la consapevolezza della nostra identità; purtroppo invece le pagine della nostra emigrazione, che hanno condizionato in positivo e a volte in negativo la percezione che abbiamo dell’essere italiani e che il mondo ha dell’italianità, sono spesso sconosciute ai ragazzi.

Il Rapporto è come un vero e proprio giro del mondo attraverso il cibo e i mestieri. Puoi raccontarci qualche curiosità?

Scrivere questo libro per me effettivamente è stato come partire per un viaggio alla scoperta delle testimonianze e dei molteplici segni che gli italiani hanno lasciato nei campi più vari in giro per i continenti. Siamo un paese relativamente piccolo però, anche grazie all’emigrazione, la nostra presenza culturale nel mondo è stata e continua ad essere forte.

Moltissimi sono stati gli italiani noti e meno noti che negli ultimi secoli hanno lasciato l’Italia diventando gelatieri, pizzaioli, spazzacamini, modelli, ma anche ricchi gioiellieri fornitori di corti e imprenditori di successo. Tutti loro hanno fatto conoscere l’Italia, la sua arte, la sua cultura e la sua gastronomia fuori dai nostri confini nazionali, destando curiosità per il nostro Belpaese e facendo nascere la voglia di visitarlo.

Dopo un viaggio in Italia il presidente Thomas Jefferson ad esempio, divenne talmente ghiotto di pasta italiana che si fece spedire da Napoli una macchina per farla preparare nella sua dimora.

I pittori preraffaelliti della Londra vittoriana, amanti delle  Belle arti italiane, cominciarono a preferire i modelli italiani a tutti gli altri. Molti monumenti e dipinti inglesi mostrano i tratti dei nostri modelli, come ad esempio la statua di Anteros (erroneamente chiamato Eros) a Piccadilly Circus, per cui posò il modello italiano Angelo Colarossi.

Non tutti sanno inoltre che la famosa acqua di Colonia fu inventata da Giovanni Paolo Feminis emigrato in Germania nel Settecento per lavorare come spazzacamino.

Di aneddoti così ce ne sono tantissimi nel RIM Junior, a testimoniare che la nostra emigrazione è stata costellata di storie di successo e portatrice di buone pratiche, oltre che segnata purtroppo da momenti bui.

Questo libro è stato adottato in alcune scuole italiane. Può aiutare a sensibilizzare anche le nuove generazioni nei confronti del fenomeno dell’immigrazione?

L’ondata migratoria verso l’Italia in questi ultimi anni è stata molto forte e oggi fervono i dibattiti sull’immigrazione e i problemi legati ad essa. La paura del diverso, di ciò che non si conosce e dell’altro è sempre in agguato. Il RIM junior ricorda ai ragazzi che ieri “l’altro” eravamo noi e che in realtà le vesti dell’emigrante non le abbiamo mai smesse, anche se l’emigrazione italiana di oggi ha assunto caratteri molto diversi da quella del passato.  Questa contro narrazione dell’immigrazione è importante perché aiuta i giovani a vedere ciò che accade oggi da un’altra prospettiva e al contempo valorizza gli aspetti positivi della mobilità come portatrice di scambi culturali e di arricchimento e crescita.

Paola Cairo

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