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La rivoluzione (cilena) di ottobre. Le origini

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

LA RIVOLUZIONE (CILENA) DI OTTOBRE

LE ORIGINI

 di MANUEL ACUÑA ASENJO

[ndt, Segretario generale del CODEHS - Cile  (Comitato per la difesa dei diritti umani e sindacali)]

 

« Natura non facit saltus »

Venerdì 18 ottobre si è verificata in Cile un’esplosione sociale di grande importanza che si prolunga nel momento in cui scriviamo. Come successe già l’11 maggio 1983, anche questa volta gli eventi hanno sorpreso non solo il Governo, ma tutti gli attori della scena politica nazionale. « La crisi che nessuno aveva previsto »  secondo un titolo de « La Tercera »  (https://www.latercera.com/) di questi ultimi giorni, 1 riflettendo il sentimento praticamente unanime degli osservatori.

« Dove trovare le risposte  per capire quella che è stata definita « esplosione sociale? »

Un analista risponde alla sua domanda dicendo:

« Risponderò con un’analogia: in presenza di un disagio fisico importante, non chiederei al comune cittadino, nè alla classe politica informazioni sul da farsi, mi rivolgerei piuttosto ad un medico o ad uno scienziato esperto. Nelle scienze sociali invece ci sentiamo tutti ugualmente competenti, si tratta solo di « opinioni » quindi tutto è ugualmente valido, l’opinione del cittadino, dei giornalisti, dei politici »2.

Questo tipo di reazione non dovrebbe suscitare troppo scalpore. Nel 1682 il ricercatore inglese John Ray scrisse il « Methodus Plantarum Nova » nel quale sottolineava, seguendo l’esempio di Aristotele, che niente nella natura succede in improvvisamente. « Natura non facit  saltus », affermò in latino, allora lingua della scienza, coniando una frase che più tardi ripeteranno altri famosi scienziati  britannici come  Charles Darwin e Alfredo Marshall.

La spiegazione è che gli avvenimenti improvvisi e repentini non esistono. Ci appaiono cosi ma non lo sono. Nella natura niente succede improvvisamente, anche se ci sembra che così accada. No, c’è invece un vasto concorso di circostanze che rende possibile il cambiamento e molti osservatori acuti possono preannunciare, al momento opportuno, ciò che potrà succedere, specialmente se si tratta di movimenti sociali o fenomeni di cui l’essere umano è il protagonista.

Francesco Alberoni, che studierà più tardi fenomeni simili, ricorrerà al concetto di Max Weber di « stato nascente » per descrivere lo stato d’animo dei manifestanti e rileva:

« Il fatto che si manifesti improvvisamente ci fa pensare che si tratti di un fenomeno di soglia. Vi sono dei fattori che mutano lentamente, che cumulano la loro azione in modo silenzioso e sotterraneo fino a che non si rompe l’equilibrio. Allora il cambiamento si manifesta d’improvviso, in modo catastrofico. Ma già prima un osservatore attento avrebbe potuto prevedere l’avvicinarsi dell’esplosione »3.

In effetti si tratta solo di casi in cui il concorso di circostanze cede il passo ad una nuova visione della realtà che sorprende quanti hanno ignorato i fenomeni precedenti, ma non un « osservatore attento », come dice Alberoni,  Però pochi lo ascoltano.

« In questo senso titoli come quello de La Tercera (“La crisis que nadie previó“) non solo sono errori che denotano una grande ignoranza, ma trascurano inoltre ricerche che tendevano più  particolarmente alla comprensione degli aspetti critici e urgenti che caratterizzano la nostra società da molto tempo »4.

Comunque, altro è prevedere ed altro è conoscere esattamente la data, l’ora, la forma e le circostanze in cui un fatto si verificherà. In questo senso possiamo affermare con certezza che

« L‘unico consenso che sembra attraversare tutto lo spettro sociale e politico cileno nell’interpretare questa crisi è la sua totale imprevedibilità »5.

Un mutamento sociale, un avvenimento nato da un movimento sociale, non ha una causa, quindi è inutile cercarla. Prima di tutto non si tratta di una causa, ma di molte, innumerevoli, multiple e in secondo luogo sono estremamente diverse. L’importanza di ognuna non sottostà ad una classifica vincolante, ma è relativa all’interesse diretto di ogni manifestante, quindi, in definitiva, si esprime secondo le « condizioni », circostanze queste che Alberoni esplicita sottolineando:

« In questo tipo di fenomeni è improprio parlare di cause. Si tratta piuttosto di determinare le condizione del sistema sociale che rendono più  probabile la sua comparsa, le pre-condizione del suo apparire »6.

Non è successo altro al momento  della venerdì 18 (ottobre ndt).

LA RETE « CURSED IN »

Nei mesi precedenti le manifestazioni, nelle forme in cui le abbiamo conosciute, (più precisamente il 29 settembre 2018), un gruppo di giovani allievi dell’Instituto Nacional ( https://institutonacional.cl/el-instituto/presentacion/ , ndt) aprì uno spazio virtuale il cui nome completo è « Instagram Cursed in », pagina virtuale sulla quale venivano diffuse informazioni riguardanti gli studenti, prefigurandone l’uso che se ne farà più tardi. La pagina web, detta anche « Cursed IN » o semplicemente « Cursed » ha avuto un numero importante di followers (19 700) ed è piuttosto apprezzata dagli studenti delle scuole secondarie che trovano qui la traduzione delle loro inquietudini. Come dicono nella stessa pagina:

« A volte diffondiamo cose serie, provochiamo le forze speciali per farci accerchiare »7.

Pochi immaginarono l’impatto che questa pagina avrebbe avuto più tardi. L’occasione si presentò con l‘inasprimento del conflitto tra studenti dell’Instituto Nacional, Ministero dell’istruzione, Città di Santiago e Carabinieri.

L’evento « Fu oggetto di discussione nel movimento studentesco e presto fu elaborata una tattica che avrebbe permesso di ridurre la tensione e contemporaneamente dare visibilità a azioni e domande più globali »8.

Venerdì 4 ottobre (2019, ndt) – nello stesso giorno in cui il Governo di Sebastián Piñera rende pubblico aumento delle tariffe dei trasporti urbani – gli studenti dell’Instituto Nacional decidono di discutere con i giovani del Liceo Arturo Alessandri per decidere come lottare contro l’aumento del costo della vita, gli aumenti del prezzo dei trasporti, della luce e di altri servizi di base. Uno di loro propose di usare la piattaforma digitale per lanciare un appello contro il pagamento dei biglietti, idea immediatamente approvata.

« Definimmo una strategia territoriale per comune, ogni liceo o scuola doveva essere responsabile della stazione di metropolitana più vicina »9.

In seguito all’accordo la piattaforma digitale recitava laconicamente:

« Lunedì, mercoledì giovedì e venerdì sciopero generale dell’Università del Cile. Appuntamento alle 14 all’uscita San Diego. Aspetteremo fino alle 14.10 e correremo verso la metro »10.

L’appello, come affermerà categoricamente Il presidente del gruppo, Rodrigo Pérez, emana da una parte degli studenti che hanno saputo interpretare con ammirevole precisione lo stato d’animo del mondo studentesco.

« E’ una iniziativa della base, non c’è stata una discussione, ma l’emergenza di una pagina che ha piena autorevolezza all’Instituto nacional, chiaramente un meme sulle situazioni quotidiane del liceo […] »11.

Quello che successe dopo non fu, come sostiene una certa stampa, un semplice « scherzo di Internet »12, ma al contrario, un fenomeno sociale di rilevanza, all’origine di un grande clamore nell’ambiente studentesco, tale da convincere i giovani ad assumere una posizione chiara. Come doveva spiegare più tardi il presidente del Centro degli studenti dell’Instituto Nacional, Rodrigo Pérez,

« […] ritenendo che ci fosse un ruolo politico, abbiamo aderito all’appello »13.

La prima manifestazione si è tenuta lunedì 7 ottobre interessando prima la stazione della metropolitana « Università del Cile », mentre altri gruppi intervenivano sulla stazione « Salvador ». Entrambe le iniziative hanno avuto ampia eco sulla pagina web che le definisce un successo. Non sorprende quindi che l’informazione abbia incoraggiato a rinnovare l’azione, non dimentichiamo che qualsiasi azione o produzione è riproduzione. Cioè ogni azione o produzione tende a ripetersi; lo stesso accadde per l’appello alla disobbedienza e a non pagare il biglietto. La stazione successiva fu « Santa Lucia », poi « Bellas Artes », « Los Héroes » e di seguito una ad una fino a coprire 80 delle 120 stazioni. Ogni volta la presenza studentesca diventava più importante, le azioni si nutrivano del feedback prodotto mano a mano che il sito Instagram attestava il successo delle azioni precedenti.

L’iniziativa ha incontrato quasi immediatamente il favore degli studenti universitari che ugualmente  hanno deciso di non pagare il biglietto. Mercoledì 16 fu l’apice del successo, una folla di studenti saltò i tornelli della « Piazza di Maipù ». La pagina « Cursed IN » pubblica il giorno dopo la notizia in questi termini:

« Protesta massiccia contro l’aumento del metro in Piazza Maipù.

Popolo dell’IN, non dobbiamo attribuirci nulla, dato che il popolo è dotato di autonomia e può esprimersi come e quando vuole. Non possiamo negare però che siamo noi studenti, alla base, fuori dalle strutture tradizionali, che abbiamo fatto nascere questo movimento attraverso una semplice pagina MEME. Continuiamo a non pagare, senza paura,  finché chi comanda non si accorgerà che insieme possiamo realizzare qualsiasi cosa ».

E’ vero. Gli studenti delle secondarie, i giovani, ancora una volta hanno dimostrato una grande maturità civile e aperto lo spazio alla protesta contro le grandi insoddisfazioni che il popolo cileno ha subito non solo dopo l’instaurazione della dittature di Pinochet, ma anche dopo il ritorno alla democrazia, a partire dagli anni 90 ad opera dei governi post-dittatoriali. Da questo momento  il rifiuto del biglietto divenne sempre più generalizzato. La sera del 17 aderiscono lavoratori e lavoratrici, pensionati. Venerdì 18 tutta la popolazione nazionale sembrò svegliarsi da un letargo per aderire all’appello: la disobbedienza civile proclamata dagli studenti dell’Instituto Nacional sfocerà in quella che, pochi giorni dopo, sarà definita la rivoluzione cilena di ottobre.

SENTIMENTI E EMOZIONI COME FORZA SOCIALE

Potrà sorprendere che una tale rivolta sociale possa essere scatenata dagli studenti delle scuole secondarie. Non è però la prima volta che questo succede nella storia della Repubblica, non è la prima volta che succede durante la democrazia post-dittatoriale; la « rivoluzione dei pinguini », nel 2006,

(https://it.wikipedia.org/wiki/Protesta_degli_studenti_cileni_nel_2006 ndt),

la cui esponente più famosa fu María José Sanhueza, non solo mise in pericolo il governo di Michelle Bachelet, ma  gettò le basi di quella che sarà la rivolta studentesca del 2011, i cui risultati sconvolgeranno alla radice il regime guidato da Sebastián Piñera e saranno all’origine della coalizione detta « Frente Amplio » (Fronte largo, ndt)14.

Gli studenti non sono una classe sociale, ciò nonostante riproducono con grande esattezza gli interessi di determinati settori sociali, generalmente quelli dei ceti meno fortunati, perché come loro dipendono e sono caratterizzati da legami di grande empatia e di stretta solidarietà che li unisce. La loro condizione li spinge a restare insieme tutto il giorno e a condividere gran parte delle loro vite. Da questo punto di vista, sono, come i lavoratori, – che svolgono il loro lavoro insieme -. Per questo fanno gruppo, si spostano insieme, si accordano sui compiti comuni,  cercano occasioni di divertimento, viaggi o escursioni, o più importante, decidono azioni comuni o dibattono di problemi simili. E’ inutile anche solo tentare di ostacolare questo tipo di relazione che nasce da contatti personali, dalla solidarietà, dalla natura stessa della situazione di studente. Nemmeno sorprende che conoscano profondamente la gravità della situazione economica della famiglia, anche se i genitori si sforzano di nascondergliela.  In questi casi l’empatia dei giovani aumenta, l’amore per i genitori si fa più forte sapendo che il silenzio nasconde immensi sacrifici. Capiscono che i genitori non vogliono che sappiano quali e quanti sacrifici affrontano ogni giorno, perché non vogliono incrinare la loro felicità nè lo sviluppo delle loro capacità. Le famiglie accettano e tollerano con rassegnazione i loro problemi senza mai parlarne ai figli per evitare che questi possano riprodurli. I giovani però li percepiscono e se li appropriano ugualmente, come hanno dimostrato alcuni analisti.

« Gli adolescenti anticipano il futuro, come lo anticiparono nel 2006 e  nel 2011, oggi lo hanno fatto con maggior forza ancora, riuscendo a catalizzare contemporaneamente la depressione dei nonni e l’impotenza dei padri indebitati. Questi ultimi, ormai incapaci di immaginare un altro mondo, rassegnati alla violenza strutturale di un sistema economico che non ha più senso. Greta Thunberg e molti altri adolescenti nel mondo intero esprimono in un certo senso un malcontento intergenerazionale, portano sulle spalle il peso della distruzione dell’ecosistema, sono l’icona costruttiva di un orizzonte inesistente »15.

E’ vero. Negli scambi con i mezzi di comunicazione  gli studenti affermano:

« Il rincaro dei mezzi di trasporto colpisce direttamente le nostre famiglie come tutta la popolazione, come pure noi studenti, coscienti delle difficoltà economiche delle nostre famiglie »16.

Questo atteggiamento dei giovani si spiega perchè non sono ancora sottomessi al possesso di beni materiali come lo sono molti adulti, si attengono invece totalmente ai loro ideali. Non a caso l’immortale vate di Rancagua, Oscar Castro, recitava in un bellissimo poema:

 

“Para ti, joven puro, la finura del nardo

Y el ramaje profundo de un cielo de palomas.

Para ti la pelambre translúcida del cardo

Y las grandes banderas que levantan las olas”

 

(« A te, giovane puro, la finezza del nardo/ e il ramo profondo di un cielo di colombe./ A te la capigliatura trasparente del cardo/ E le grandi bandiere che muovono le onde ».)

I giovani ci sorprendono perchè sono assetati di sapere e dotati di un’empatia fuori dal comune. Nella letteratura, la storia dei giovani è la storia dei sentimenti e delle emozioni, della passione e dell’abbandono. Sono giovani e bambini i protagonisti delle storie di amore e di abnegazione più commoventi. Non dovrebbe sorprendere quindi che l’aumento del prezzo del biglietti del treno abbia suscitato un tale sentimento di dolore e di compassione, dato che molti giovani provengono da famiglie che percepiscono il salario minimo, cioè trecentomila PESOS (= circa 360 euro, ndt). Sanno benissimo che con questo aumento il semplice trasporto dal domicilio al luogo di lavoro costerà praticamente 90 000 pesos al mese, circa il 33% del reddito, una follia inaccettabile, irrazionale e immorale in una società come quella cilena.  Come dice giustamente Antonio Damasio.

«  […] La maggior parte degli impulsi, motivazioni e emozioni sono analogamente sociali, a piccola o larga scala, il loro campo di azione si estende ben oltre il singolo individuo. Il desiderio e la voglia, curare ed educare, il legame e l’amore intervengono in un contesto sociale ».

«  La capacità sociale entra nel pensiero culturale attraverso l’affettivo »17.

Possiamo quindi dedurne che la rivoluzione cilena di ottobre non poteva che nascere in questo modo: ad opera degli studenti delle scuole secondarie, come in molti altri casi.

ERA PREVEDIBILE

Se, come dice Alberoni, quello che sembra succedere improvvisamente sul piano sociale non è invece che un lento susseguirsi di eventi percettibili, come avviene come per un fenomeno fisico, non solo un osservatore attento, ma anche altre persone  dovrebbero capire cosa succederà in un futuro prossimo, Questo perchè in genere, i fenomeni sociali nascono da azioni, volontarie o no, esercitate da esseri umani, quindi  due tipi di soggetti possono rendersi conto dell’imminenza  dell’esplosione sociale o dell’avvicinarsi della catastrofe: uno è l’osservatore alla ricerca di fatti, l’osservatore attento, l’altro è chi provoca, agevola o occulta questi fatti.

Nel primo caso parliamo di ricercatori in scienze sociali, di analisti, di persone che osservano i cambiamenti sociali nel tempo, individui che osservano l’attività dei politici. Si tratta, come già detto, dell’ « osservatore attento » descritto da Alberoni.

« Ci sono ricercatori e studiosi delle scienze sociali che hanno dedicato anni allo studio di diversi temi legati al nostro disagio, come  l’alto costo della vita, il modesto importo delle pensioni, la collusione di alcuni imprenditori, la scarsa qualità dell’educazione pubblica, il costo elevato dell’accesso ad un sistema sanitario di qualità, la mancanza di giustizia per i popoli autoctoni, l’evidente disinteresse di alcuni politici per una serie di problemi che preoccupano i cileni »18.

Non sempre, naturalmente, questi ricercatori possono rendersi conto di quello che succederà. Per esempio, nel caso della protesta che cominciò il 18 ottobre

« […] Diversi studi sulle mobilitazioni del 2011 […] sottolineano gli effetti della soggettività sociale e delle enormi disuguaglianze sociali e prevedevano un’esplosione sociale se non si fosse affrontato il problema. Naturalmente nessuno studioso poteva prevedere il momento preciso in cui si sarebbe verificata un’occasione come quella odierna »19.

Nel caso invece di chi provoca, agevola o occulta, siamo in presenza di attori della scena politica nazionale che scientemente, deliberatamente difendono i loro interessi e gli interessi del gruppo sociale di appartenenza o che vogliono rappresentare per avvantaggiarsene integrandolo. Non possono quindi pretendere di essere sorpresi, nè dire che non sapevano cosa sarebbe successo. Hanno agito servendo determinati interessi, che conoscono. In questo caso, cioè quando il fenomeno è stato provocato da azioni coscienti e deliberate di esseri umani che, volutamente, causano danni ad altri, il fatto assume un carattere perverso.

Come per il diritto penale, per determinare il grado si responsabilità, anche in politica si distinguono diverse categorie di soggetti che partecipano all’esecuzione di atti riprovevoli: quelli che li mettono in atto, quelli che collaborano e quelli che sanno ma tacciono. I primi sono all’origine degli avvenimenti, i veri artefici e autori, i secondi aiutano o appoggiano l’autore e i suoi complici, i terzi, che, pur essendo a conoscenza di ciò che altri hanno fatto tacciono, sono i favoreggiatori. Per rendere pubblici o rivelare fatti commessi contro la popolazione, non c’è nessun bisogno di essere perspicaci, ancor meno scienziati, basterebbe essere onesti, profondamente onesti, con sè stessi e con gli altri, cosa che manca a molti.

Quello che affermiamo spiega il comportamento di quelli che parteciparono sabato 26 ottobre al nuovo programma della televisione nazionale « Mejor hablar », condotto dal giornalista Matías del Río. Nel corso del programma la senatrice Ximena Rincón (DC) afferma che, nonostante fosse sorpresa dagli avvenimenti, si aspettava che questi prima o poi si sarebbero verificati aggiungendo che non immaginava che la popolazione potesse reagire così presto, analisi condivisa dal senatore Manuel José Ossandón (RN)20.

Sapevano, quindi quale fosse il danno che stavano facendo subire alla comunità nazionale? Sapevano cosa poteva succedere? Che parte hanno avuto negli avvenimenti? Una parte attiva, in prima persona,  oppure hanno semplicemente assunto un ruolo di spettatori, mantenendo un silenzio  colpevole su ciò che vedevano? E per finire, se fossero stati  solo testimoni, perchè non hanno denunciato tutto ?

Quindi i fatti che condussero allo scoppiare della protesta del 18 ottobre 2019 erano noti, gli atti compiuti da persone che sapevano perfettamente ciò che facevano. Persone che promossero e tollerarono misure di sfruttamento contro una comunità nazionale ignara dello sporco complotto organizzato a suo discapito, Il tutto organizzato dai loro rappresentanti eletti, che una volta arrivati al vertice delle istituzioni dello Stato avrebbero portato a termine un disegno così osceno. Gli atti perpetrati dal Governo della nazione, dal Parlamento, dagli organi dello Stato contro la popolazione fiduciosa furono atti di una perversità illimitata, con una mancanza di empatia rara contro uomini che avevano fiducia nei rappresentanti della comunità nazionale. Questi uomini spietati, organizzati in caste politiche d’accordo per alternarsi nella gestione del Governo della nazione, cominciarono a manifestarsi col nascere delle proteste del 1983 e da allora presero in mano l’amministrazione del paese.

Non c’è da sorprendersi quindi se il 18 ottobre questi fatti, insieme ad altri altrettanto gravi, furono all’origine di una delle più riuscite giornate di protesta nazionale.

Santiago, 31 ottobre 2019

Si ringrazia per la traduzione Patrizia Carelli

Note:

 Portada: “La crisis que nadie previó”, ‘La Tercera’, 20 de octubre de 2019.

2 Castillo, Juan Carlos: “¿Nadie lo vio venir?”, CIPER, 25 de octubre de 2019.

3 Alberoni, Francesco: “Genesi”, Garzanti Editore S.P.A., Milano, 1989, págs. 58 y 59. La cita textual es la siguiente:

“Il fatto che si manifesti improvisamente ci fa pensare che si tratti di un fenómeno di soglia. Vi sono dei fattori che mutano lentamente, che cumulano la loro azione in modo silenzioso e soterraneo fino a che non si rompe l’equilibrio. Allora il cambiamento si manifesta d’improvviso, in modo catastrófico. Ma giá prima un osservatore attento avrebbe potuto prevedere l’avvicinarsi de l’explosione”.

4 Castillo, Juan Carlos: Artículo citado en (2).

5 Ramis, Álvaro: “Cuatro relatos sobre la crisis”, ‘Le Monde Diplomatique’, No.212, noviembre de 2019, pág. 4.

6 Alberoni, Francesco: Obra citada en (3), pág. 59. La cita textual es:

“In questo tipo di fenomeni è improprio parlare di cause. Si trata piuttosto di determinare le condizione del sistema sociale che rendeno piú  probabile la sua comparsa, le pre-condizione del suo aparire”.

7 Garcés, Bastián: “Las evasiones masivas en el metro de Santiago partieron por un meme”, ‘El Líbero’, 18 de octubre de 2019.

8 Pérez, Libio: “La rebelión de octubre”, ‘Le Monde Diplomatique’, No.212, pág.3.

9 Pérez, Libio: Artículo citado en (8).

10 Garcés, Bastián: Id. (7).

11 Garcés, Bastián: Id. (7).

12 Garcés, Bastián: Id. (7).

13 Garcés, Bastián: Id. (7).

14 María José Sanhueza jamás fue llamada para desempeñar alguna función pública. Ni por la alianza ‘Chile V amos’ ni por el pacto ‘Nueva Mayoría’; tampoco ha sido entrevistada por medio de comunicación alguna. Ha corrido la misma suerte de quienes desataron las protestas de 1983: los actores políticos sustituyen a los actores sociales.

15 Luengo Kanacri, Paula: “’Cabros, esto no prendió’: protestas estudiantiles, desobediencia civil y estallido social en Chile”, CIPER, 26 de octubre de 2019. La negrita es del original.

16 Pérez, Libio: Artículo citado en (8).

17 Damasio, Antonio: “El extraño orden de las cosas”, Editorial Planeta Chilena S.A., Santiago, 2019, págs. 162 y 163. La cursiva es del original.

18 Castillo, Juan Carlos: Artículo citado en (2).

19 Ramis, Álvaro: Artículo citado en (5).

20 Programa “Mejor hablar”, TVN, 26 de octubre de 2019.

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