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55/19-nCoV: Bettel e Lenert rispondono ai giornalisti dopo il Consiglio di governo

Il Primo Ministro Xavier Bettel ha informato la stampa sui lavori del Consiglio di governo che si è riunito in data di oggi (3 aprile, ndr)  e la Ministra della Salute, Paulette Lenert, ha fatto il punto della situazione di Covid-19.

Bettel

Buonasera,

2.608 positivi dall’inizio della crisi

21.458 test effettuati in Lussemburgo e 31 decessi (+1 persona dal Grand-Est).

Alle famiglie di queste persone vanno tutte le mie condoglianze.

174 persone sono state dimesse ad oggi dagli ospedali, circa 500 sono considerate guarite.

Non per questo possiamo dire di aver risolto il problema, ma la nostra strategia sembra funzionare ed è merito di tutta la popolazione. La maggior parte di noi, infatti, rispetta le direttive e applica le regole di buon senso come la distanza minima di 2 mt. Grazie alla solidarietà di tutti, singoli ed imprese, siamo arrivati a questo che consideriamo un risultato positivo per i tempi che corrono.

Cosa fare d’ora in avanti? So che molti di voi si domandano quando queste restrizioni finiranno, ma non è ancora arrivato il momento, non vanifichiamo tutti gli sforzi fatti finora.

È importante che continuiamo ad uscire il meno possibile.

Analizziamo tutti i fattori e crediamo che la ripresa vada fatta gradualmente, due sono gli elementi importanti da tenere in considerazione: uno è la capacità di cure (soprattutto di terapia intensiva) che dev’essere pronta ad affrontare il picco dei contagi, l’altro è il tasso di immunizzazione della popolazione. Il governo lavora, inoltre, a stretto contatti con gli scienziati che studiano il virus.

Siamo consapevoli anche dei problemi fisici e psichici che questa situazione comporta, ma mi ripeto, si tratta solo di tenere duro tutti insieme, non vanifichiamo gli sforzi per tornare alla normalità, è troppo presto.

In fase di discussione abbiamo affrontato nuovamente il tema del controllo tecnico. É prevista un’eccezione sul controllo tecnico a Sandweiler: sarà valido fino alla fine dello stato di emergenza, con un certificato temporaneo si potrà guidare auto con controllo tecnico scaduto ma solo in Lussemburgo senza recarsi all’estero, ma si può ancora andare al controllo tecnico per chi lo volesse.

É prevista una proroga del congé pour raisons familiales per chi ha figli con handicap e con più di 13 anni e/o persone anziane a carico, affinché possano accudirli se le strutture di accoglienza diurna sono chiuse.

Lenert:

Vi comunico le nuove cifre del contagio con sentimenti misti: purtoppo contiamo 1 morto in più rispetto a ieri (aveva più di 86 anni), ma ci rincuora il numero dei contagi che si abbassa (più 129 da ieri). Questo è indice che la disciplina nell’applicare le misure serve e non è il momento di fermarsi ora. Dobbiamo ancora raggiungere il picco, è quindi fondamentale non abbandonare adesso.

La fase difficile per gli ospedali comincia ora, continuare con le nuove abitudini come la distanza di sicurezza, le uscite limitate, le mascherine quando possibile.

Pubblicheremo cifre più dettagliate sul nostro sito internet, aggiornate giornalmente: decessi, contagi e ricoveri.

Oggi verso le 10.30 si contavano 232 ricoverati (33 in terapia intensiva), più ancora pazienti dalla Francia, soprattutto dall’area di Thionville.

Da questa malattia si guarisce, 174 pazienti hanno lasciato l’ospedale, quasi 500 possono essere considerati guariti (dopo 14 gg + 48 ore dagli ultimi sintomi).

All’inizio esitavo a comunicare il numero dei guariti per lasciar passare i 14 gg come da istruzioni, ma ora siamo più confidenti e metteremo anche questa cifra sul sito.

Siamo tra i Paesi che fanno più test e continueremo così, abbiamo il tasso di mortalità più bassa (restate vigili, il tasso si basa sul numero di test fatti, ma non vuol dire che qui sia meno pericoloso).

Mediamente vengono trattate 330 persone per centro ospedaliero ogni giorno.

A Esch-sur Alzette sarà messa in opera una linea supplementare, tutti i centri erano stati scelti in vista di possibile ampliamento in caso di necessità.

Le nuove infezioni sono diminuite leggermente, ma non i ricoveri (piccolo sfasamento dovuto ai giorni di incubazione del virus).

Al momento la situazione è calma negli ospedali, ma sono tutti pronti per i tempi futuri, spero non diventi così grave come in Francia, ma siamo ben organizzati e abbiamo tutti contribuito coordinando i nostri sforzi.

Sono contenta di dirvi anche che abbiamo ricevuto 3 nuove consegne di materiale (di cui 43 nuovi respiratori) che è stato poi verificato e distribuito, lavoriamo insieme a Segedis per fare ciò, grazie quindi anche a loro che si sono offerti di collaborare.

L’unica protezione totale è il social distancing: mantenete la distanza di sicurezza (almeno 2 metri).

Si parla molto di mascherine, non posso ancora dirvi che quelle non professionali siano 100% sicure, quindi restate a casa, anche e soprattutto nel rispetto delle persone anziane.

Una nuova circolare del Ministero della Sanità prevede che tutti coloro che presentano sintomi debbano essere testati.

L’OMS ha comunicato che non siamo ancora al picco della pandemia, siamo anzi molto lontani dalla fine, quindi rispondiamo all’appello ad aumentare i test.

Ripeto, è importante, se non avete sintomi non ha senso fare il test, potrebbe portare ad una falsa idea.

Seguiamo quindi la procedure già note, primo passo da fare in caso di sintomi sospetti è la teleconsultazione: chiamate il medico di famiglia se avete sintomi e verrete indirizzati a seconda delle vostre condizioni, chiamate il 112 solo se veramente gravi.

A coloro che riultano positivi possiamo inviare un kit a casa con ulteriori istruzioni, mascherine e alcol per disinfettare tutto. Se si è positvi bisogna farsi curare per interrompere il ciclo della malattia e, soprattutto, rispettare la quarantena. Ci sono malati che non hanno rispettato la quarantena e sono stati multati.

Faremo dei test a campione (sull’immunità), potremo così avere un’idea di quanti hanno già contratto il virus, per il momento non ci sono controindicazioni, speriamo che qualcuno abbia già sviluppato l’immunità, nelle prossime settimane vi dirò di più, ci sarà una conferenza specifica su questo tema.

Stiamo testando, inoltre, una nuova generazione di test; ce ne sono altri sul mercato ma non sono ancora tutti pronti per essere utilizzati, forse in una seconda fase. Prima di adottare un test lo proviamo.

Nella fascia di età 70-79 anni ci sono tante persone infettate, rinnovo l’appello, i numeri parlano, ancora una volta prendiamoci cura di queste persone, non devono uscire e non dobbiamo uscire noi in loro rispetto.

C’è ancora chi esce troppo, bisogna davvero ridurre il più possibile le uscite a quelle veramente indispensabili.

 

D: Molti si interrogano in merito ad una strategia di uscita dalla crisi, ci sono già idee? Quando finirà l’isolamento?

R: Chi chiede di riaprire tutto oggi sbaglia. Analizzeremo tutti i dati che abbiamo, ci rendiamo conto che questa situazione tocchi la sfera fisica, psichica ma anche economica. Arriviamo in fase di stabilizzazione,  lavoriamo ad una strategia, ma si tratterà piuttosto di un processo graduale, a tappe e con prudenza.

D: Non saranno stati applicati criteri di isolamento troppo rigidi?

R: La legge prevede una lista di settori essenziali di attività che abbiamo lasciato aperte, alcune cose devono per foza funzionare, ma abbiamo bisogno prima di tutto di rispettare le regole, la maggior parte delle persone infettate non fanno parte di questi settori. Sono state messe in piedi tante azioni di solidarietà, spesa online, luxcaddy…Facciamoci quindi davvero la domanda. È davvero necessario uscire?

 

Domanda di PassaParola

D : Alcune società si sono viste rifiutare le domande di chomage partiel, come mai?

I formulari inviati non erano adatti alla situazione attuale, mancavano informazioni riguardanti la società e i dipendenti interessati (nome e matricola fiscale, massa salariale, numero dipendenti, etc), ora si trovano online i formulari aggiornati nel contesto di questa emergenza.

Domanda di PassaParola

D: Cosa fare se entrambi i genitori si ammalano (o l’unico genitore, in caso di famigia monoparentale):?

R: Rispettare i normali comportamenti da paziente covid-19, i bambini non sono tra i più vulnerabili, ma mantenere comunque le distanze, affidarsi a qualcuno di fidato. La situazione è difficile, purtroppo non ci sono risposte miracolose.

D:  Renderete obbligatoria la mascherina come in Austria ? Ce ne sono abbastanza?

R: è sbagliato dire che con la maschera non si corre nessun rischio, ma sono una protezione importante, da integrare con distanza e lavaggio mani. Non è ancora ipotizzata come opzione, forse non ce ne sono abbastanza per tutti, è un punto analizzato dagli esperti, ma, nel frattempo, meglio averne una non top che nulla.

D: Non è stato fatto nessun test in prigione (Schrassig), come sapete che non ci sono contagiati?

R: Abbiamo una convenzione con l’ospedale per supervisionare la situazione, se ci sono persone che presentano sintomi si fanno i test, come per chiunque altro.

D: La polizia è troppo severa con chi va in bici/macchina o fa una passeggiata?

R: sono stati effettuati 180 controlli ieri, 60 persone multate perché non rispettavano la distanza (non perchè camminavano o andavano in bici).

Tutti mi chiedono posso andare in moto/uscire col cane? La risposta è sempre la stessa: Chiedetevi se è davvero necessario, sappiamo che non è facile per nessuno, abbiamo posto tante limitazioni, lo sappiamo, ma dobbiamo essere responsabili per noi stessi e per gli altri attorno a noi.

La polizia fa il suo lavoro ed è importante che controlli che le regole vengano rispettate.

Se non è tutto chiaro, ponetevi la domanda se è necessario e risolveremo tanti problemi.

 

D: si parla dell Piattaforma Pet per controllare il social distancing e di app che controllano i contagiati attorno a noi, che cosa ne pensate?

R: (Bettel) Non appoggio l’idea e non ho le basi legali per dire che si può fare in Lussemburgo in maniera sistematica e regolare, ma se i dottori ci dicono di farlo se ne parlerà, tenendo ben presente la legge sulla protezione dei dati, ovviamente.

(Lenert) Non partecipiamo al progetto al momento, ci sono tante soluzioni in via di sviluppo, ci informiamo continuamente ma niente del genere per ora.

D: Il test sierologico adottato viene dal Lussemburgo?

R: il test che abbiamo adottato è tedesco, lo stiamo testando da un po’, ora diventa operativo, in prova anche un test della Corea del sud.

D: Il Lussemburgo da solo può definire una strategia di uscita o insieme agli altri stati europei?

R: (Bettel) Al momento agiamo da soli, ma sarebbe meglio procedere insieme, oggi ci sono ancora paesi dell’Ue che lavorano da soli con locali aperti e nessun tipo di confinamento, ma questo allunga le tempistiche. Auspichiamo, quindi, in una collaborazione.

Siamo stati più severi che in altri Paesi prendendo decisioni importanti, ogni ora, ogni minuto è prezioso.

Vedendo le decisioni prese ora, temo che anche la exit strategy non sarà intrapresa collettivamente.

Quindi si parte da una nostra strategia che sarebbe da coordinare assieme agli altri paesi, spero di vedere uno slancio di solidarietà in Europa.

D: Alcuni dipendenti della grande ditribuzione denunciano comportamenti di clienti che non rispettano le regole…

R: Bisogna capire che fare la spesa non è come fare un’escursione, ci sono delle protezioni come le  linee per terra per rispettare la distanza , chiediamo a tutti di usare il buon senso.

Gli anziani possono fare gli ordini online (più di 1800), bisogna uscire il meno possibile.

D:  Discovery – progetto di ricerca a livello Europeo, cosa ci dite in merito?

R: Il Lussemburgo partecipa a questo studio (in tutto 7 paesi Eu), i dottori si scambiano esperienze, test di medicinali, valido per testare medicine.

D: Su cosa si basa l’autorità medica per curare i pazienti, sono state coinvolte delle organizzazioni?

R: Ci basiamo sulle linee mediche europee e dell’OMS.

2.608 contagi, dati pre-conferenza – 2.612 cifra primo pomeriggio h 14.00

D: C’è una strategia di uscita?

R: A livello europeo bisogna armonizzare i lavori, con monitoring, fase per fase, meglio una ripresa progressiva, sotto una sorveglianza che ci permetterà di valutare e cambiare eventualmente qualcosa in corso d’opera.

D: Il test sugli anticorpi mira a dare un passaporto di immunità, e chi non ha avuto il virus?

R: Ne abbiamo parlato, ma al condizionale, ce ne stiamo ancora occupando.

Sono necessari diversi parametri, non solo le analisi del sangue, ci interessa sapere se uno ha già avuto il test o meno, questa è l’informazione principale.

D: si tende a fare il confronto con l’ influenza normale…quanti morti ci sono stati quest’inverno?

R: Non lo sappiamo ancora.

(Red/sdi/mgg)

 

 

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