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Un organo per la rinascita culturale di Roma. Si cercano adesioni anche dall’estero

 

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«La situazione è talmente insostenibile che bisogna fare qualcosa. È una vergogna per la città di Roma». A parlare è il Maestro Giorgio Carnini, direttore d’orchestra, già docente di organo principale al Conservatorio de L’Aquila, considerato uno dei più grandi organisti contemporanei, nato a Genova, vissuto a Buenos Aires e da anni residente in Italia, che da tempo si è fatto promotore della campagna di sensibilizzazione Un organo per Roma. Campagna lanciata per riparare a una grave mancanza della città eterna, ovvero quella di un organo da concerto nel tempio della musica romana: l’Auditorium Parco della Musica.

Raggiunto telefonicamente nella sua casa di Roma, il Maestro ci spiega:  «Contestualmente alla costruzione di un auditorium è normale che ci sia la creazione di uno strumento musicale che permette l’esecuzione di una buona parte della letteratura musicale anche sinfonica. Se l’istituzione non possiede l’organo non si può eseguire quel repertorio.  Persino Kuala Lampur (capitale della Malesia, ndr) e il Sultanato dell’Oman –  dice il Maestro – hanno un organo a canne. Roma no».

Roma, dunque, è l’unica Capitale europea senza un organo a canne in una sala da concerto: si usano organi elettronici con campionamenti digitali e altoparlanti.

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Se risaliamo indietro nel tempo, la critica alla mancanza di assenza di organi a canne per tutte le sale dell’Auditorium aveva già riempito molte pagine dei giornali. Infatti, fin dal 2002, anno dell’inaugurazione, l’associazione culturale e di tutela Italia Nostra aveva lanciato un appello. A questo proposito sul Corriere della Sera Paolo Isotta, critico musicale, aveva definito la sala grande dell’Auditorium “un salotto senza divano”. L’allora direttore dell’Accademia Luciano Berio, non era stato convincente nelle sue repliche alle polemiche. Si seppe che per lo strumento era stato stanziato più di un milione di euro e venne nominata un’apposita commissione di illustri organisti che però venne improvvisamente dimissionata una volta raggiunta una difficoltosa intesa sulle caratteristiche foniche dello strumento.

«Purtroppo –  prosegue Carnini – è successo qualcosa che non ci è dato conoscere. La fretta di inaugurarlo o la necessità di impegnare quei soldi perchè magari mancavano per qualcos’altro. In questo momento non voglio nemmeno accusare – spiega chiaramente –   sono per la costruzione, non per le accuse».

audit

Il Maestro Carnini nel 2011 si fa promotore del progetto Un organo per Roma, attraverso l’ideazione dell’omonimo Festival, a cadenza annuale, che si svolge nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia e di cui è direttore artistico. «Il Festival è la parte visibile del progetto per sensibilizzare l’opinione pubblica; lo voglio mantenere puro. Non ci devono essere contaminazioni economiche. Deve essere un ideale di un gruppo di persone che si prendono a cuore le sorti culturali della nostra città ed essendo la nostra iniziativa totalmente esente da fini di lucro, tutti i partecipanti –  musicisti, attori, compositori, musicologi, scrittori e artisti vari – offrono la loro opera gratuitamente, diventando essi stessi parte viva del progetto».

«Inoltre, diamo pubblicità a questa campagna attraverso i media, sollecitiamo le adesioni da tutte le parti del mondo affinchè la pressione diventi insopportabile sulle autorità politiche cittadine e non solo. Attraverso il Festival   –    che quest’anno è slittato a causa del confinamento, ci racconta l’organista – dimostriamo cosa si può fare con un organo. Proprio per suscitare interesse del pubblico verso un repertorio organistico, interesse assopito negli ultimi anni per ragioni che non sto qui ad elencare,  ho ideato una formula un po’ diversa dal solito recital d’organo in cui arriva l’organista, suona e se ne va. L’organo dialoga quasi sempre con altri strumenti, anche i più disparati: organo marimba-chitarra, con la banda dei Carabinieri, con il coro, l’orchestra, cantanti e attori, non solo con musicisti ma con attori che hanno eseguito dei monologhi o letture di brani di letteratura. Da Paola Quattrini ad Andrea Giordana a Claudia Koll. Non avere un organo da concerto è una carenza non solo musicale ma anche culturale per Roma».

Giorgio Carnini nel 2012 richiede uno studio di fattibilità.  «Ho chiamato due dei più famosi organari del mondo che a loro spese vennero a fare i rilievi ed elaborarono una relazione di base in cui si dimostrava che era possibile costruire un organo all’Auditorium, senza interrompere la programmazione musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’inquilino privilegiato e che, in due anni consecutivi, lavorando in agosto, anche di notte, mentre l’Auditorium è chiuso, avrebbero costruito l’organo».

Ad oggi è ancora tutto fermo. Ma il musicista non molla e forte del sostegno dell’attuale presidente dell’Accademia, di allievi e docenti del Conservatorio di Santa Cecilia, della Società Dante Alighieri, dell’Accademia Filarmonica e dell’Accademia tedesca di Villa Massimo e di molti cittadini e personalità del mondo dello spettacolo continua la sua campagna multilingue, coinvolgendo numerose personalità del mondo dell’arte, della musica e della cultura italiana. Tra le quali Uto Ughi (nel video con Giorgio Carnini), l’Accademia musicale Chigiana di Siena, Ennio Morricone.

«Quello che voglio adesso è solo la volontà politico – amministrativa a dire sì, siamo disposti e aperti a riprendere il discorso».

Ma chi è interlocutore principale? Lo stabile è proprietà della Fondazione Musica per Roma, partecipata dal Comune di Roma, dalla Camera di Commercio e dalla Regione Lazio.

Quindi almeno tre interlocutori tra cui la giunta Raggi in dirittura d’arrivo. «Pensi che avevo anche parlato con la sindaca  –    racconta al telefono Carnini  –    alla quale avevo spiegato la campagna e lei mi aveva detto: questa campagna non  può condurla da solo; io l’ho presa in parola; poi se nessuno darà seguito alla cosa parlerò con il prossimo sindaco, prima con gli assessori e tutto questo si farà. Ma dobbiamo avere un materiale tale che abbia un certo peso».

L’appello di Carnini attraverso le pagine di PassaParola Magazine è questo: «Il nostro desiderio sarebbe che voi sosteneste moralmente questa campagna di sensibilizzazione per mezzo di un breve messaggio contenente anche nome, cognome ed eventuale qualifica, da recapitare a info@unorganoperroma.it ».

Inoltre, da qualche mese, il Maestro è affiancato da un referente estero, Franco Perroni, che sta promuovendo la campagna anche in altri Paesi e in altre lingue, oltre all’italiano.

 

La lettera di sostegno in FRANCESE

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La lettera di sostegno in INGLESE

organo ING

 

Per contatti:  francoperroni@hotmail.com (+32 472 963 807)

«Fino ad adesso  –    spiega il musicista  –    sono 24 nazionalità diverse e da 15 Paesi diversi hanno mandato lettere di sostegno. La caratteristica principale di queste lettere è constatare che Roma non possiede un organo. Si sorprendono! ».

Tra le personalità straniere che hanno aderito alla campagna anche: Marcel Wengler (compositore e direttore d’orchestra lussemburghese), Vincent Gérin, violoncellista all’Orchestre Philharmonique Luxembourg.

Carnini continua:  «Stiamo preparando un dossier che presenteremo alla politica. Stiamo lavorando come dannati anche grazie ad amici che si avvicinano alla causa e che lavorano gratuitamente per la causa. Non le pare un miracolo questo? ».

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Il miracolo di chi ama la musica e si allea per sostenere un progetto culturale importante. Per una città che deve tornare ad essere importante.

«Sono venuto da oltre 50 anni a Roma –    conclude il Maestro  –     e sento che vorrei restituire qualcosa per questa città che amo sfegatatamente».

Paola Cairo

 

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/UnOrganoPerRoma/

 

Unorganoperroma.it

https://www.unorganoperroma.it/

 

 

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