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Sorridi di nuovo: ma chi ne ha voglia?

 

 smile

Il Governo invita a spendere in locali pubblici e negozi, per aiutarli a « sopravvivere »… ma la soluzione, si sa, è altrove! 

Giovedì 18 giugno pomeriggio il Ministro delle Classes Moyennes e del turismo Lex Delles, il Presidente della Federazione Artigiani Michel Reckinger e il Presidente dell’HORESCA Alain Rix, hanno illustrato ai giornalisti i dettagli della campagna smile again (sorridi di nuovo, ndr) rivolta a residenti e frontalieri al fine di incoraggiarli a frequentare locali pubblici e negozi post lockdown.

Non serve peccare di malignità per capire come mai il Governo, nonostante tutte le spese che sta sostenendo (alcune encomiabili, altre meno) si sia dato la pena di usare tempo e denaro pubblico (speso per offrire ai giornalisti presenti, con la cartella stampa, anche una spilletta-gadget con il logo ad hoc…) per dire semplicemente alla gente di non aver timore a ri-frequentare ristoranti e bar nonché a fare shopping. Il personale è lì che non aspetta altro che noi, col sorriso (di nuovo, appunto!) e nel rispetto di tutte le norme sanitarie.

Ma noi ci chiediamo (e lo stesso hanno fatto i colleghi in sala stampa, rendiamo merito!): secondo il “caro governo ” tutta la gente ancora in telelavoro esce apposta all’ora di pranzo per precipitarsi a pranzare in città?

e gli altri, in chômage partiel non sarà che, a conti fatti, debbano magari rivedere il proprio budget e, senza buoni pasto, non avere per 5 giorni alla settimana 15 euro minimo da spendere per un panino con bibita e caffè, pure di dubbio gusto?

Per non parlare dello shopping: meno necessario se non si va in ufficio tutti i giorni; comodo, sicuro e più conveniente se fatto online. Oramai è noto a tutti: molti esercizi commerciali non hanno nemmeno riaperto dopo il confinamento, una buona parte sono falliti e non basteranno sostegni ai dipendenti e genialate dell’ultima ora (buoni da 1000 euro, le giostre gratis) per risolvere un problema che, lo sanno bene tutti, sta a monte, ovvero nelle tasche dei tanti proprietari di immobili, che (fatte salve alcune rare eccezioni: chapeau!) continuano a chiedere affitti esorbitanti e che le mano, invece che sulla coscienza (ce l’vranno poi?!) se la tengono in tasca, stringendo i ricavi di affitti da paura.

Maria Grazia Galati

 

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