Magoni-Spinetti
Date: 16-05-2008
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Magoni e Spinetti: emozioni in musica per il duo italiano
In occasione del concerto del 14 maggio al centre culturel Régional "Opderschmelz" di Dudelange, con Sofia Ribeiro e Marc Demuth, i due artisti si raccontano in esclusiva a PassaParola.
Petra Magoni
Da sempre sei un’artista eclettica. Nella tua biografia si passa dalla musica rock, alla musica dance, dal jazz all’opera. In che cosa ti riconosci maggiormente?
Credo che nella vita ci sia posto per tutta la musica, cosi’ come c’è posto per una gamma vastissima di emozioni. Io mi riconosco quando rido, quando piango, quando mi arrabbio e cosi’ via, allo stesso modo mi riconosco nell’energia di un brano rock, nella tecnica di un brano di musica antica, nella libertà improvvisativa del jazz ecc.
Sei arrivata alla notorietà assoluta attraverso dischi molto impegnati come quelli con Ferruccio Spinetti. Da cosa derivano queste tue scelte?
Non li ritengo dischi impegnati, anzi, li trovo leggeri per più motivi: per l’istinto e la velocità con cui son stati registrati, per la leggerezza musicale e decisionale dell’essere in due….per scherzare io e Ferruccio spesso ci definiamo un duo di contrabbasso-bar! Più che una scelta, il fatto di avere un duo con un contrabbassista dipende dal fatto di aver incontrato Ferruccio: un po’ come in amore, il caso ha deciso che ci incontrassimo e che per gioco cominciassimo a suonare insieme.
Negli ultimi tempi ti esibisci in tutta Europa. Durante i tuoi concerti che tipo di pubblico prevale?
Pubblico vario: giovani, anziani, bambini….gente che ascolta un po’ di tutto, che si interessa all’arte in genere….. persone curiose, direi.
Che cosa prevede la Petra Magoni del prossimo decennio? Jazz, opera oppure un ritorno a Sanremo?
Difficile fare previsioni, la speranza é continuare a fare quello che faccio con la stessa energia e passione di adesso.
Ferruccio Spinetti
Come nasce il tuo amore per il contrabbasso, strumento a volte un po’ snobbato, e di cui fin da giovanissimo sei uno dei massimi esponenti italiani?
Come la maggior parte dei contrabbassisti prima suonavo il basso elettrico e la chitarra. Il contrabbasso e’ senza dubbio lo strumento che più si avvicina al basso elettrico e cosi mi sono iscritto alla classe di contrabbasso al conservatorio di Napoli. Quest’anno festeggio i 20 anni di attività. Ho sempre pero’ amato suonare il contrabbasso in vari contesti musicali, dalla classica, al jazz alla musica leggera.
Chi sono i tuoi maestri jazz di riferimento?
Senza dubbio Scott La Faro, morto prematuramente e contrabbassista storico di Bill Evans, poi Marc Johnson, Charlie Haden e tra gli italiani Paolino dalla Porta e Ares Tavolazzi.
Quali sono le differenze tra la collaborazione con Petra Magoni in un duetto contrabbasso-voce e con il quintetto di Stefano Bollani?
Enormi. Ovviamente in musica nuda io sono l’unico strumentista sul palco e cosi posso divagare dove voglio, a volte anche facendo cambi armonici o ritmici che non potrei fare nel caso suonassi gia in trio o in quartetto. La formazione DUO è un mondo particolare dove uno strumentista, secondo me, puo' essere molto più libero di qualsiasi altra formazione. Amo pero’ suonare anche in quintetto o addirittura in orchestra se capita!
Quali sono i tuoi ascolti di oggi?
Amore viscerale per la musica brasiliana. Amo i loro testi e le loro amonie. Poi ascolto molto jazz e musica classica in generale. Cerco sempre anche novità nel panorama della canzone italiana che, secondo me, è in gran forma. Cito qualche nome: Pacifico, Bersani, Cristina Donà e Tricarico.
Paolo Travelli per PassaParola