Alda D'Eusanio
Date: 18-05-2008
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INTERVISTA ESCLUSIVA AD ALDA D’EUSANIO
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Sull'edizione cartacea di PassaParola (no. Maggio 2008), questo articolo risulta firmato per errore da Erika Maddalena. Ci scusiamo con l'autrice Gilda Luzzi. A volte, la fretta, è cattiva consigliera.
La bella e brava giornalista-conduttrice, “regina” del pomeriggio di RAI DUE si racconta a PassaParola.
Il suo ultimo programma “Ricomincio da qui” sta ottenendo un grande successo di pubblico e, finalmente, anche di critica. Lei è non solo la conduttrice ma anche uno degli autori. Come scegliete le storie da proporre? Qual è l’aspetto che preferite privilegiare?
Le storie di “Ricomincio da qui” vengono scelte a seconda della necessità di chi ci chiama oppure in base a quanto una storia può effettivamente rappresentare una difficoltà. In redazione ci arrivano moltissime richieste, per mail, per lettera, per telefono. Le persone vengono poi ricontattate, per capire meglio di cosa si tratta, e solo successivamente decidiamo quali storie trattare. Per noi è molto importante la motivazione che ha spinto una persona a rivolgersi a noi e la sua voglia di risolvere una difficoltà: il programma si pone come obiettivo fondamentale la soluzione del problema. Il nostro motto è “non c’è problema che non abbia soluzione”. La nostra non è la tv del dolore, ma della speranza.
Molte volte, mentre racconta le storie di “Ricomincio da qui” la vediamo sinceramente commossa e partecipe di quanto coinvolge i suoi ospiti. Quanto le è servita la sua storia personale e quanto quella professionale per riuscire a portare avanti un programma del genere? E “Ricomincio da qui” può essere, in qualche modo, considerato anche il suo motto dal punto di vista lavorativo?
La mia esperienza personale e il mio carattere sono fondamentali per questo programma. Credo che non si possa capire fino in fondo una difficoltà se non l’hai veramente vissuta. La mia esperienza professionale c’entra ben poco, alla base di tutto c’è la mia vita vera. Certo, “Ricomincio da qui” può sicuramente essere considerato il mio motto, ma in realtà io credo che sia il motto di tutti. Penso che ognuno di noi, giorno dopo giorno, debba ricominciare… Il mio dolore, infine, è lo stesso del pubblico che di fronte a una vicenda si commuove e interviene nella storia. C’è una grande interattività, una grande comprensione nei confronti di chi vive una difficoltà.
Qual è la storia che le è rimasta più “dentro” tra tutte quelle affrontate? E quale quella che l’ha maggiormente resa felice per come si è risolta?
Dico sinceramente che un po’ tutte le storie mi rimangono dentro. Ognuna è un “pezzo di cuore”! Sicuramente quella che mi ha coinvolto in modo particolare e mi ha dato più soddisfazione è quella che riguarda le due ragazze che sono state violentate sotto anestesia da un medico di Rieti. Pensate che solo dopo cinque anni hanno finalmente ottenuto giustizia, mentre questo dottore ha continuato a svolgere tranquillamente la sua vita! Aver contribuito a farle uscire dalla vergogna e dal senso di colpa è stata una grandissima soddisfazione. Mi ha colpito tantissimo anche la vicenda della mamma di Pantani, che è riuscita a riaprire il caso della morte del figlio; o quella del ragazzo dislessico che ha deciso di tornare a frequentare la scuola. Ma anche la storia di Pino, un 50enne che dopo anni e anni di ricerca ha ritrovato la sua mamma. Non c’è persona che entri in studio da noi e non ne esca cambiata. Si sentono più forti, più consapevoli, meno soli.
Recentemente avete introdotto la rubrica “Ricomincio ad amare”. E’ una scelta per rendere in qualche modo il programma più leggero o perché forse c’è davvero bisogno di fare incontrare le persone?
C’è una grandissima richiesta! Ci chiama gente di tutte le età, tra cui moltissimi giovani, che ha voglia e bisogno di trovare una persona da amare. Comune denominatore è la solitudine. Anche se tutto viene trattato sicuramente con toni più lievi, cercando di sdrammatizzare, in realtà la difficoltà nel trovare l’amore è una cosa veramente seria e importante.
Realizzare un programma quotidiano impegna energia e tempo in modo quasi totale. Come riesce a ritagliarsi il tempo libero e cosa ama fare quando non lavora?
Togliamo il “quasi totale”!! “Ricomincio da qui” è un programma totalizzante, che richiede cuore e mente. Siamo chiamati a risolvere problemi... In ogni caso, quel poco tempo libero che mi resta, amo trascorrerlo in compagnia dagli amici, oppure leggendo un libro o magari guardando un buon film.
Quanto si porta dentro delle sue origini abruzzesi? La determinazione e la fierezza della gente d’Abruzzo l’ha aiutata a raggiungere i grandi obiettivi professionali?
Delle mie origini abruzzesi porto dentro moltissimo!! Credo che non avrei mai potuto fare un programma del genere se non fossi nata in un piccolo paese dove, insieme alla tua, vivi anche la vita degli altri! In una piccola comunità le case sono tutte vicine e ti interessa anche la vita delle altre persone. La tenacia, la forza, la fierezza, poi, provengono sicuramente dai miei genitori abruzzesi.
di GILDA LUZZI