Dario Scannapieco
Date: 05-06-2008
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Intervista a Dario Scannapieco
Nato a Roma nel 1967, laureato alla LUISS in Economia, il vicepresidente italiano della BEI, dopo il Master a Harvard viene nominato Direttore generale per la finanza e le privatizzazioni presso il Ministero del Tesoro italiano per poi approdare in Lussemburgo alla Banca europea per gli Investimenti, braccio finanziario dell'Unione Europea.
E’ quasi pronto l’avveniristico palazzo che ospiterà la Banca Europea degli Investimenti, costruito nel pieno rispetto dell’ambiente circostante e con grande attenzione alla filosofia architettonica ecologista di ultima generazione. Per l’occasione PassaParola ha intervistato Dario Scannapieco, vicepresidente italiano della banca. Che ci parla di sé e ci racconta più da vicino una grande istituzione finanziaria
Come è stato il Suo impatto con la realtà-Lussemburgo dove è venuto a stare? Quali grandi differenze e quali grandi affinità ha semmai riscontrato fra qui e l'Italia, sia nelle persone che nelle situazioni?
L'impatto con la realtà lussemburghese è stato molto positivo. Il Lussemburgo è un paese che permette un'elevata qualità di vita grazie ai suoi spazi verdi, alle infrastrutture ben organizzate.Chi, come me, ha una giovane famiglia, non può che essere contento di poterle offrire una tale esperienza, anche se il mandato in BEI è di soli 6 anni.
In qualità di vicepresidente di una grande istituzione bancaria come la Bei,la immaginiamo tutti molto impegnato e con poco tempo da dedicare a sé stesso. Chi è Dario Scannapieco fuori dalla realtà lavorativa? Quali sono suoi hobby? Come vive nel Granducato?
La realtà lavorativa occupa gran parte delle mie giornate. Lo spazio riservato alla dimensione privata è principalmente dedicato alla famiglia e alla lettura.
Gli italiani di Lussemburgo conoscono certamente bene la BEI. Secondo Lei in Italia oggi il grande pubblico conosce altrettanto bene la BEI? E come la giudica?
Non sono certo di poter rispondere con riguardo alla percezione della BEI da parte del grande pubblico, ma posso dire con certezza che gli Italiani utilizzano infrastrutture finanziate dalla BEI nella vita di tutti i giorni. Gli operatori italiani del settore bancario e finanziario conoscono invece molto bene la BEI, specialmente in merito agli importi questa riesce ad investire sul territorio italiano. Per avere un’idea al riguardo basti pensare che dal 1958 la BEI ha finanziato soltanto in Italia progetti per circa 120 miliardi di euro e nel solo 2007 per circa 5,6 miliardi di euro. Ora, se si considera questo dato in relazione al fatto che il governo attuale prevede per quest’anno una manovra finanziaria particolarmente rigida per un ammontare di circa 30 miliardi di euro, si può cogliere immediatamente quale impatto può generare l’intervento della BEI sul prodotto interno lordo e, più in generale, sull’economia italiana.
Come vede il ruolo della BEI nei prossimi 5-10 anni? Ci sarà un maggior peso dei finanziamenti al di fuori dell’Unione Europea?
La BEI compie quest’anno 50 anni e la missione che i padri fondatori dell’Europa le hanno conferito è rimasta immutata. La BEI mantiene ferma la propria missione di contribuire allo sviluppo equilibrato dell’Europa e, con rinnovato spirito europeista, si trova ad affrontare sfide sempre più difficili per assolvere ai propri compiti in un’Europa che continua a cambiare. Il nostro organo di governo più importante (il Consiglio dei Governatori, composto dai Ministri delle Finanze dei 27 paesi membri dell’Unione Europea) ci ha chiesto di mettere in campo sempre maggiori energie ed iniziare ad investire in progetti anche rischiosi al fine di sostenere con forza le politiche di sviluppo dell’Unione Europea. Pertanto un sostegno efficace allo sviluppo economico europeo rappresenta la missione, ed, al contempo, la sfida più importante, per l’attività della BEI nei prossimi anni. Nel fare questo, tuttavia, la BEI dovrà anche essere capace di mantenere l’elevato grado di diligenza nel verificare i rischi insiti in ogni investimento. Al di fuori dei confini europei la BEI opera con mandato dell’Unione Europea. In questo ambito, una delle sfide più importanti è rappresentata dal sostegno allo sviluppo delle economie dei paesi in via di adesione all’Unione Europea e, in particolare, di quelli della regione balcanica che seguo personalmente con vivo interesse. A prescindere dal se e quando questi paesi faranno parte del grande progetto europeo, l’Europa ha bisogno che la regione dei Balcani proceda su un percorso di crescita economica e stabilità politica e la BEI può e deve contribuire al raggiungimento di questo obiettivo.
Quali sono gli assi prioritari dell’intervento BEI in Italia?
Le attività della BEI in Italia si concentrano principalmente nel finanziamento di Regioni ed Enti Locali; delle infrastrutture; dell’energia; della ricerca, sviluppo ed innovazione; delle piccole e medie imprese (PMI). In particolare le statistiche più recenti (2007) indicano che il 41% dell’intervento totale della BEI in Italia è stato dedicato al finanziamento di progetti infrastrutturali e/o promossi dal settore pubblico, il 36% per progetti promossi dalle industrie e dalle PMI ed il 19% per investimenti nel campo dell’energia e delle telecomunicazioni.
Intervista a cura di Maria Grazia GALATI