06, ottobre, 2008
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Cocci-Garitta

Date: 05-06-2008
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Serena Garitta 

Un po’ monella, un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie, è stata la vincitrice a sorpresa del Grande Fratello 4. Si è rivelata una super inviata esuberante a Lucignolo (ItaliaUno) e La Vita in Diretta (RaiUno). Serena Garitta, l’intervistatrice “corsara” di Pirati, ci racconta le sue esperienze televisive e accenna ai suoi progetti per il futuro.

Sei una delle poche “sopravvissute” del Grande Fratello ad aver avuto un successone professionale. Come ricordi quell’esperienza e come credi si siano evoluti in questi anni i reality televisivi?


Successone!? Mi sembra un po' esagerato, diciamo che faccio del mio meglio. Al Grande Fratello mi sono sentita come Alice nel paese delle meraviglie, improvvisamente catapultata da un lato all'altro del teleschermo. Non solo mi sono divertita, ma in certi momenti della mia vita mi piacerebbe potermi rinchiudere ancora nella casa. Più difficile è stato il post-GF, ovvero cercare di ambientarsi in un contesto diverso a quello nel quale vivevo prima. Non penso che ci sia stata un’evoluzione, i reality di riferimento sono sempre gli stessi, dal GF all’Isola, nonostante la proliferazione di tanti altri format. Credo si stia cercando di diversificarli per catturare anche  altri tipi di target. X-Factor ne è un’ esempio, se fossi stata una cantante, avrei cercato di parteciparvi.

Sei stata inviata per La vita in diretta di Michele Cocuzza e per Lucignolo di Italia Uno. Ora in questa nuova esperienza di RaiDue – Pirati – intervisti tronisti e cronisti. Come sta andando? Vengono fuori ritratti insoliti e particolari? E chi è stato il più simpatico e disponibile secondo te?

Tronisti e cronisti, ma non solo! Abbiamo girato inchieste semiserie, con incursioni nel mondo del spettacolo. Smascherando a volte il pressapochismo e la voglia di protagonismo, che detto da me….
Massimo Giletti e Daniele Interrante sono stati molto disponibili. Abbiamo scoperto che il primo sfoggia arti seduttive più del secondo e che Daniele pare non poter fare a meno della lettura dei quotidiani. Spesso ci si affida ai luoghi comuni che non sempre corrispondono alla realtà.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? E’ vero che in estate andrà in onda una sit-com che ti vede protagonista?

Sto lavorando all'idea di un programma per la radio. Lavorerò ancora con GXT, il canale di Sky dedicato agli adolescenti e quanto alla Sit-Com ditemi chi ve l'ha detto! Ho avuto una piccola esperienza  di Sit-Com con Tribbù su RAIDUE e se si ripetesse l'esperienza ne sarei felicissima.

 

Marco Cocci

E’ il più eclettico dei giovani artisti emergenti italiani. Si muove con disinvoltura tra musica, cinema, moda e televisione. Ha calcato il palco dell’Ariston; è un vero idolo tra le teen-agers ma piace anche alle mamme.  Marco Cocci, conduttore del nuovo programma di RaiDue “Pirati”, si racconta in esclusiva a PassaParola.

La musica è la tua grande passione. Il cinema ti ha fatto conoscere al grande pubblico. Come ti trovi alla conduzione di Pirati e cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?

Condurre “Pirati” mi piace un sacco! Sicuramente è un’esperienza che mi ha fatto conoscere un aspetto nuovo del mondo dello spettacolo. Diciamo una sorta di “tassello” che si è aggiunto alle mie conoscenze personali e che ha portato qualcosa in più al mio lavoro.

Con il tuo gruppo rock (Malfunk, hai inciso cinque album e l’ultimo, cui hanno collaborato anche altri artisti come Syria e Piero Pelù, ha anche una finalità benefica a favore dei bambini dell’Ospedale Meyer di Firenze. Quanto è importante per te l’aspetto sociale della solidarietà? E pensi che il mondo dello spettacolo, in genere, faccia abbastanza in questo ambito?

La scelta dei Malfunk è stata chiara dall’inizio: fare poco per noi e il più possibile per gli altri! E’ bello quando si ha la possibilità di aiutare qualcuno. Gli altri fanno abbastanza? Non lo so, ma spero vivamente di sì!

Hai lavorato al cinema con grandi registi come Virzì e Muccino. Cosa ti hanno regalato a livello professionale e umano oltre, ovviamente, al successo cinematografico?

Quando ho lavorato con Virzì ero alla mia prima esperienza e non mi rendevo neanche conto di quello che stavo facendo… Ho capito solo dopo di aver lavorato con un grande regista, di aver partecipato a “qualcosa di grande”! L’esperienza con Muccino è stata sicuramente più ponderata, avevo un film alle spalle e ho potuto seguire meglio le indicazioni del regista. Posso dire che forse è andata meglio perché io ero predisposto in modo più consapevole!

 

di Gilda Luzzi

 


 


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