Dania Antinori
Date: 09-06-2008
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INTERVISTA ALLA BALLERINA E COREOGRAFA DANIA ANTINORI
In occasione dello spettacolo "Napul'è", organizzato dalla sua giovane compagnia “IndipenDanza”, PassaParola intervista Dania Antinori, ballerina e coreografa di origini italiane. Il 19 giugno presenterà uno spettacolo, interamente ispirato alla musica napoletana, al Centro Culturale dell’Abbazia di Neumunster, su musiche originali del giovane compositore lussemburghese Pascal Schumacher, con il sostegno dell'istituto italiano di cultura di Lussemburgo.
Come è arrivata alla scelta di un progetto che si ispira interamente alla canzone napoletana per il suo prossimo spettacolo e cosa la colpisce di più della cultura napoletana?
All’inizio la scelta è stata un po’ per caso.
Mi piace moltissimo la canzone napoletana, e spesso e volentieri l’ascolto. Un anno e mezzo fa, dovevo preparare un dossier per un nuovo progetto, e pensavo a che cosa potevo fare, ma non trovavo alcuna idea che mi soddisfaceva. E poi è capitato che ascoltando un CD di Roberto Murolo mentre ero in macchina, ho pensato che magari sarebbe stato interessante utilizzare questo genere di musica per il mio prossimo spettacolo. E da quel momento ho sviluppato questa idea, fino ad arrivare al progetto finale che è lo spettacolo che presenterò il 19 giugno a L’Abbaye de Neumünster, e il 21 giugno nel Comune di Pétange.
Che cosa mi colpisce di più della cultura napoletana? E’ una bella domanda sulla quale potrei passare delle ore intere per rispondere.
Riguardo la cultura napoletana in generale, direi che quello che mi colpisce di più sono il contrasto, la ricchezza artistica, e la passione dei napoletani e poi ho un debole per il dialetto napoletano.
Lei è nata a Petange, in Lussemburgo, ma è di origini italiane. Cosa porta con sé nella vita e nel lavoro di queste origini?
Io sono cresciuta con due culture in casa, quella italiana e quella lussemburghese, e devo dire che mi sento bene con tutte e due le culture. Di italiano penso di avere l’impulsività, la flessibilità, la passione come tratti caratteriali. Poi mi piacciono tante cose dell’Italia, la moda, la musica, la cucina (cucino praticamente solo all’italiana). Mi piace sempre tornare in Italia, e ci vado ogni volta che posso. Purtroppo quest’anno non sono potuta andare tanto spesso per motivi di lavoro, ma spero l’anno prossimo.
Lei ha vissuto e lavorato per molto tempo all’estero: in che modo è stata influenzata dall’incontro con diverse culture e perché ha poi deciso di tornare a Lussemburgo?
Le esperienze che ho fatto all’estero sono state molto positive per me. Sono cresciuta molto come persona e sono diventata molto più indipendente. Ho fatto la conoscenza di tanta gente di tante culture e nazionalità diverse grazie al mio mestiere. Ho vissuto in grandi città come Londra e New York, sono due città che offrono tanto, da ogni punto di vista, soprattutto sul piano culturale-artistico, che poi è quello che a me interessa di più. Ho anche avuto modo di confrontarmi con delle realtà che in Lussemburgo a volte tendiamo a dimenticare, come la povertà per esempio. Anche artisticamente sono cresciuta molto durante gli anni passati a Londra e a New York, e penso che se non fossi stata in queste due citta’, oggi non farei il lavoro che faccio nel modo in cui lo faccio.
A dire il vero, quando abitavo a Londra o a New York, non pensavo neanche di tornare qui. E’ stato il destino, come tante altre volte, ad aver deciso il mio cammino. Mi trovavo qui, quando mi è stato proposto di partecipare ad un progetto che prevedeva anche un’attività di danza. Ho accettato perchè era un impegno di qualche settimana, e avevo l’intenzione di tornarmene a New York dopo questo lavoretto. Poi invece, un lavoro tira l’altro, e sono ancora qui, dopo 3 anni.
All’inizio di quest’ anno ha fondato la sua compagnia IndepenDanza: quali sono i progetti futuri per questa nuova avventura?
Naturalmente ho tanti progetti per la compagnia, e spero poterli realizzare tutti. Però non bisogna bruciare le tappe, e penso che sia meglio concentrarsi su un progetto alla volta. Intanto voglio presentare il mio progetto attuale Napule è, e organizzare al meglio la prima che sarà il 19 giugno. Sono in contatto con alcuni teatri per portare questo spettacolo anche all’estero, in Messico, ad Amsterdam in Olanda, e a Berlino in Germania per la stagione 2009.
Poi ho un nuovo progetto che presenterò in autunno, una coreografia sulla quale incomincio a lavorare il mese prossimo e per la quale utilizzerò la musica di A. Vivaldi. Altri progetti sono in fase di sviluppo.
Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse avvicinarsi al mondo della danza?
E una domanda molto delicata, perchè non c’è una regola d’oro in questo mestiere. Quello che funziona bene per me non funziona necessariamente bene anche per un’altra persona, e viceversa.
Comunque, è importante prepararsi bene ed avere pazienza. Bisogna avere delle basi solide nella tecnica del ballo e della coreografia, questo significa che bisogna esercitarsi molto e sistematicamente, ci vuole una grande dose di passione, di talento e soprattutto d’impegno. E anche fondamentale conoscere il sistema e il contesto nel quale si lavora.
Il mondo artistico è duro, sotto tanti punti di vista, e bisogna essere preparati, non solo fisicamente, ma anche mentalmente.
Prima di intraprendere una carriera nel mondo artistico, un giovane dovrebbe chiedere consigli a gente che fa questo mestiere professionalmente da diversi anni, cosi si capirebbe in che cosa consista veramente il lavoro di ballerina, o di coreografa. Perché la realtà è che sì, è un mestiere bellissimo, ma è anche molto, molto duro.
di Erika Maddalena