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Ludovico Einaudi
Date: 03-11-2008 Number of Views: 1105
Ludovico Einaudi in concerto sabato 8 novembre alla Rochkall!
In attesa del concerto del pianista che prima di diventare famoso in Italia è stato applaudito al Barbican di Londra; nonchè figlio di Giulio (uno dei piu importanti editori in italia, ndr) e nipote di Luigi (ex Presidente della Repubblica, ndr); colui che chiama Tagore (il poeta indiano, ndr) il suo amato pianoforte Steinway; colui che nella sua musica fonde generi diversi e disperati come il pop con l'etn ica e il folklore con la classica, PassaParola ha avuto l’onore di intervistarlo.
Da qualche tempo i suoi lavori, e quelli di Allevi, sono ai primi posti delle classifiche italiane. Secondo Lei si tratta di un nuovo interesse per la musica classica o l’esigenza degli artisti classici di farsi scoprire da un pubblico piu ampio e meno accademico?
Penso che nella mia musica ci siano degli elementi che derivano da un linguaggio contemporaneo che ha radici nella musica pop, nel rock. E' questa la ragione per cui il pubblico si riconosce nel mio linguaggio. Può darsi che sia così anche per Allevi.
I titoli dei suoi dischi si riferiscono quasi sempre al tempo. Che cosa significa per Lei? Il tempo e le sue variazioni sono uno dei fondamenti su cui si basa la musica e anche la nostra vita
Aldilà degli autori “classici” chi sono i suoi musicisti preferiti? Quando compone la sua musica prendie anche riferimenti dal rock o dal pop? Dai Beatles ai Radiohead ci sono tantissime canzoni che mi hanno ispirato, la mia musica deve moltissimo al rock.
Quando collabora con altri musicisti, in base a cosa sceglie i progetti? Scelgo in base a delle curiosità. all'istinto, al desiderio di provare a fare qualcosa con qualcuno che mi piace ed ispira.
Che cosa si aspetti dal pubblico del concerto lussemburghese? Sinceramente non ne ho idea, spero che qualcuno conosca il mio lavoro, ma anche se così non fosse, non vedo l'ora di portarlo a scoprire il mio mondo.
Paolo Travelli
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