Rita Marcotulli
Date: 19-03-2009
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Rita Marcotulli, pianista e compositrice ma soprattutto "donna del jazz" racconta se stessa e la sua musica con stile e profondità.
In concerto a Lussemburgo all'Abbazia di Neumuenster il 26.3.09 alle 20,30.
Nel suo palmares ci sono progetti di importanza notevolissima non solo nell’ambito jazz. Con quale tipo di personalità musicale si sente particolarmente a proprio agio?
Ho cominciato con lo studio della musica classica, ma mi è sempre piaciuto suonare senza spartito, improvvisare o più precisamente comporre istantaneamente e da quel momento mi sono avvicinata sempre di più al jazz.
Durante la sua carriera ha partecipato molte volte a progetti musicali “extra-jazz” come, ad esempio, con Gianmaria Testa e Pino Daniele. Che cosa spinge una grande star del jazz ad avventurarsi in territori più pop?
A me piace tanta musica, anche certa musica pop . Tutta quella musica che ha qualcosa da dire, dove c'è un concetto musicale, un' idea ed uno studio….Credo che, per un musicista, sia importante conoscere e confrontarsi con mondi e modi diversi di fare musica. Personalmente ho imparato molto anche da quel mondo.
In questo periodo si parla molto dell’importanza della donna nella società odierna e del poco riconoscimento che, purtroppo, talvolta le viene attribuito. Dato che lei é considerata una delle migliori performer jazz a livello mondiale, ci pu
ò
spiegare come si sopperisce a questo inconveniente nel campo della musica?
Sicuramente una cosa molto bella nell'arte è che non esiste un sesso ma esiste l' essere, l' essenza di ciò che si è, di ci
ò
che si stratifica nella memoria e riaffiora attraverso le emozioni che si trasformano in suono, che tocca ogni individuo e prescinde il sesso...sicuramente socialmente e culturalmente è ancora difficile. Una volta per farmi un complimento hanno scritto: "Che brava, suona bene come un uomo". Diciamo che un po' si sta cambiando e mi ci sono anche un po' abituata. Sicuramente bisogna essere in grado di farsi rispettare. Sono sempre stata rispettata dai miei colleghi e poi la musica - come dicevo - arriva a prescindere. Quando compongo non mi pongo il problema di essere donna. Compongo e basta. Viene dal più profondo e poi non dimentichiamo che ognuno di noi ha una parte maschile ed una femminile, yin e yang.
A Lussemburgo si esibirà con Nguyen Le, un musicista con il quale non é la prima volta che collabora. Qual é il segreto della vostra alchimia sonora?
Si è vero non è la prima volta che suoniamo insieme. Io dico sempre che suonare e scegliere è come sposarsi. I musicisti bravi sono tantissimi ma bisogna trovare il compagno che è sulla stessa frequenza d'onda che sente la musica nello stesso modo...Gli esempi sono tanti: Coltrane senza Tyner, Jones e Garrison non avrebbe mai fatto quella musica . Con Nguyen c'è stata subito quella alchimia , è una magia. Non si parla ..si suona e la musica si fonde perfettamente ....è meraviglioso ....ci sono tanti momenti e percorsi nella musica ..C'è il tempo del dimostrare di saper suonare, il virtuosismo, non è ancora il fine ...Per me la musica diventa musica quando non deve dimostrare niente ma comunica delle emozioni, sensazioni della vita con poesia, con i suoni , con un messaggio ed uno scambio di rispetto e di amore. Quasi di estasi che affiora e basta. Allora diventa arte. Questo è quello che mi interessa di raggiungere anche se non è sempre facile.
I musicisti jazz sono sempre impegnati in tantissimi progetti e hanno spesso discografie interminabili. Che cosa Rita Marcotulli ha in programma per il suo 2009?
Per il 2009 sto portando in giro un progetto dedicato ai Pink Floyd, un connubio tra musicisti pop e jazz con A. Sheppard al sax Garrison al basso elettrico G.Tommaso al contrabbasso, Michele Rabbia e il pop con F. Mesolella, chitarrista degli Avion Travel e Raiz degli Alma Megretta. Però sto preparando anche un nuovo cd che per il momento è in fase di lavorazione ... spero di farlo uscire presto ...
di Paolo Travelli