Editoriale a due voci: settembre 2009
Date: 11-09-2009
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Cari lettori e cari abbonati,
eccoci a settembre, rientrati dalle vacanze? Appagati dal riposo? Pronti per una nuova partenza? Noi si. Ricominciamo a lavorare con un sorriso più marcato sul viso, pieni di energie nuove e carichi di volontà di affrontare la seconda metà dell’anno all’insegna della progettualità. Molti gli appuntamenti autunnali di PassaParola asbl, ma non vi anticipiamo niente. Così vi lasciamo assaporare il gusto della scoperta... Anche se siamo in piena crisi economica e sociale, bombardati di notizie negative da vari fronti: diritti umani sempre più "optional", imbavagliamento della stampa, un’Italia sempre più alla deriva...e noi? Noi siamo riuscite a trovarne una notizia positiva. Perchè destinata agli studenti, ai giovani, a quelli che hanno il futuro davanti. La nuova politica del Governo di Zapatero destinata all’insegnamento della lingua spagnola all’estero. Idea semplice e soprattutto realizzabile e realizzata. Leggete a pag 23.
E l’Italia? Non solo il Governo italiano ha chiuso i rubinetti per gli italiani all’estero. Lo scorso giugno, all’improvviso e senza alcun sentore, l’On. Mantica ha riferito in Parlamento della chiusura di altri consolati (Vienna e Detroit i primi della lista), di un’ambasciata e di nuovi declassamenti per risparmiare 8 milioni di euro, secondo le stime. Una manovrina di risparmio che si è “inventato” di sana pianta il MAE, senza che il Governo avesse richiesto nulla (dicono i nostri giovani connazionali in Germania in una lettera aperta al Sottosegretario agli esteri)......alla faccia della ristrutturazione! E se il Governo italiano non ha più soldi (né per l’assistenza dei nostri connazionali in difficoltà né tantomeno per le politiche di cooperazione allo sviluppo nei Paesi terzi) perché il Governo lussemburghese dovrebbe sostenere una lingua tra le tante? E’ di qualche mese fa la notizia della diminuzione delle ore di insegnamento di italiano per adulti al Centre National de Langue.
Non solo i corsi di lingua nelle scuole pubbliche sono morti e sepolti da un paio d’anni, ma pure gli adulti potranno studiare l’italiano solo nelle scuole private. La cultura costa. E allora parafrasando il Senatore Micheloni l’ultima volta che venne in Lussemburgo, anche noi diciamo: "Se l’Italia non vuole mantenere e sviluppare i rapporti con i suoi cittadini italiani nel mondo il problema non è il nostro. Ma dell’Italia che perde il potenziale". Un’Italia che perde tutti noi. Sarebbe meglio cambiare nazionalità?
MGG E PC