Editoriale a due voci: ottobre 2009
Date: 22-10-2009
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Cari amici e lettori,
vi offriamo il nostro numero di ottobre con una copertina dedicata al grande evento musicale del mese: il concerto di Eros Ramazzotti il 26 ottobre alla Rockal. A pagina 21 vi offriamo inoltre un articolo sul celebre cantante di casa nostra. Ci spiace non aver potuto fare di più, ma la colpa non è nostra. Come ben sa chi ci segue da sempre, PassaParola ha sempre intervistato in questi anni cantanti di grande calibro: da Gianna Nannini a Paolo Conte, da Franco Battiato a Carmen Consoli a Francesco Guccini ai Negramaro (fra i tanti). Senza citare attori (come Beppe Fiorello) e sportivi (Ancelotti, Mancini, Sara Simeoni). L’ha fatto senza problemi. Solo questa volta (ed è la prima volta che ci capita!) gli organizzatori locali del concerto di Eros non ci hanno assicurato l’intervista. Non è grave. Sopravviveremo anche senza aver fatto 5 domande a Ramazzotti, ma il punto non è questo. Quello che talvolta percepiamo noi della redazione e che purtroppo ci capita di registrare anche in altre occasioni in cui svolgiamo il nostro lavoro per il bene dell’informazione, è che PassaParola non viene considerato come un vero e proprio giornale e che non gli si riconosce ancora il suo ruolo e la sua importanza nel Granducato.
E forse questo succede anche perché esso non è a nostro avviso abbastanza sostenuto e riconosciuto a livello di istituzioni ed opinione pubblica. Peccato!...Perché PassaParola, che piaccia o no, è l’unico giornale italiano a Lussemburgo, regolarmente registrato nel Granducato e riconosciuto dal MAE in Italia. Ed anche se foliazione e tiratura sono ancora modesti, è una rivista a tutti gli effetti come può esserlo Panorama, Oggi, Gente o Sorrisi e Canzoni TV. E’ diretta da giornaliste di professione, il cui titolo è riconosciuto in un albo professionale che vale non meno di quello di avvocati, medici e notai. E fanno parte di federazioni giornalistiche di livello internazionale. Non possiamo pretendere di piacere ed essere letti-scelti da tutti. Ma il riconoscimento ed il rispetto per ciò che siamo e facciamo, quelli si. Li vogliamo! Buona lettura.
MGG e PC