René Pizzaferri
Date: 10-11-2009
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René Pizzaferri: un italiano da sempre al servizio dei lavoratori
Incontro con un nostro connazionale dal 40 anni nel sindacato lussemburghese
E’ considerato uno dei massimi esponenti del sindacalismo in Lussemburgo. E’ stato a lungo secretario sociale dell’OGB-L e presidente della cassa di malattia dei operai, e ora è direttore della Chambre des salariés (www.csl.lu), nata nel 2009 dalla fusione fra la Chambre de travail e la Chambre des employés privés.
René Pizzaferri, classe 1948, è nel sindacato da 40 anni. Risale al 1969, infatti, il suo primo incarico come segretario regionale del movimento sindacale LAV, formatosi subito dopo la seconda guerra mondiale e antesignano dell’attuale sindacato. “Quando ho cominciato – racconta Pizzaferri - venivo da una famiglia di operai e minatori, immigrati in Francia (1 anno) e poi a Lussemburgo dal piccolo borgo di Treschietto, in provincia di Massa Carrara. Cominciai a lavorare come apprendista all’ARBED ed era molto palese, allora, la differenza di trattamento che c’era, nella società, tra i ricchi e i meno ricchi, i problemi di accesso al lavoro, la differenza di retribuzione nei salari. Nella jeunesse syndicale dunque, si comincio’ a lottare per la sicurezza sul lavoro, l’assicurazione in caso di malattie e molti di quelle lotte si sono trasformate in diritti per tutti i lavoratori”. Riguardo all’attuale crisi economica Pizzaferri ha le idee chiare. Sostiene che in Lussemburgo il potere d’acquisto non è diminuito. Che il commercio e l’artigianato non hanno subìto colpi e che spesso, le aziende approfittano dello stato di crisi generale per dichiarare fallimenti o eliminare i lavoratori. Il sindacato veglia affinché non si mettano in atto situazioni sconvenienti. “Grazie al ruolo forte giocato dalla Chambre e protetti dai diritti sociali, in questo Paese, la crisi non sarà cosi problematica come altrove in Europa. Ma è pure vero che bisogna diversificare e alternare al settore finanziario anche altri settori, come per es. quello delle energie pulite. Come, con la crisi degli anni ’70, il Lussemburgo passo’ brillantemente dalla siderurgia alla finanza anche ora, il Governo, sta cercando altre strade per creare quel plus valore che serve all’economia”. Anche il sindacato ha dovuto trasformarsi in questi anni passando prevalentemente dalla difesa dei metalmeccanici a quella degli impiegati. “Fin dal 2006, ricorda il direttore, abbiamo lavorato in tripartito, cioè insieme agli altri sindacati, per arrivare allo statuto unico. E’ importante, secondo me, che tutti i lavoratori siano considerati uguali perché questo crea coesione sociale e forza di rivendicazione. Inoltre, la trasformazione della Caisse de Maladie in Caisse Nationale de Santé (www.cns.lu) ha permesso una migliore gestione dei servizi per gli assicurati”. La Chambre des salariés ha tra le sue missioni quella di organizzare corsi di formazione professionale. Insieme al Ministero dell’Educazione nazionale offre una formazione socio-economica, seminari di approfondimento e corsi universitari, in collaborazione anche con l’Institut de formation économique et sociale (IFES) che si trova presso Centre de formation et de séminaires (CEFOS) a Remich. Inoltre, attraverso il Luxembourg Lifelong Learning Center (LLLC) garantisce un alto livello di formazione continua per adulti. “Una Camera forte – serve a difendere i nostri diritti verso le imprese e il Governo. La nostra non è solo una macchina amministrativa ma un vero strumento di difesa e promozione dei diritti dei lavoratori”. Amante della storia, René Pizzaferri ammira i suoi predecessori. Soprattutto quelli che hanno avuto la forza di ricostituire il sindacato dopo la II Guerra Mondiale. In particolare ricorda l’opera di Pierre Krier (socialista e importante fautore della garanzia sociale di tutta la popolazione, ndr). Ma si preoccupa anche del futuro e di quella che chiama transizione, ovvero la trasposizione del suo sapere verso i più giovani, che spesso non si rendono conto che i diritti di cui godono oggi sono il frutto di anni di lotte e rivendicazioni di ieri.
(Intervista raccolta da Picci. Ha collaborato R.C.)