Lelia De Luca
Date: 31-01-2010
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Lelia De Luca, un'italiana nella produzione cinematografica del Granducato!
"Tutto inizia negli anni ’70 col trasferimento di mio padre ad Aubange, a 5 km dal Lussemburgo. Per noi italiani era più difficile rispetto al bacino minerario belga, dove la nostra comunità è imponente. Essere italiani era ‘escotico’, ci prendevano in giro, pur senza cattiveria. In estate vedevo moi nonno materno in Puglia, mentre in Abbruzzo sono andata solo una volta, poiché i nonni paterni stanno a La Louvière. Oggi per me l’Italia è la Liguria che adoro, ma mi chiamano le mie radici abbruzzesi, grazie alle storie di mia nonna : amo l’Italia, ma non vorrei viverci. Sono segretaria di direzione, ma sognavo un ambiente artistico. Finiti gli studi, non ho voluto lavorare in una banca lussemburghese e, dopo qualche anno in una ditta di Virton, ho risposto all’annuncio della Samsa, un po’ al buio; ho capito che erano nel mondo del cinema appena mi sono presentata, ci sono manifesti cinematografici ovunque. Mi presero! Quasi subito mi ritrovai assistente dei produttori: ero un po’ rinchiusa, ma grazie a questo lavoro mi sono slegata."
Oggi sei assistente dei produttori e PR.
(Ride) "Sono la tuttofare di lusso dei produttori! Ho compiti amministrativi, come la costituzione del dossier per la richiesta di finanziamenti dal Filmfund Luxembourg (ente a sostegno del cinema), ma curo anche aspetti pratici, prenoto alberghi per attori e tecnici, organizzo incontri con la stampa..."
In cosa consiste la produzione cinematografica?
"Concretizziamo le idee del regista, in base alla sceneggiatura. In pratica, troviamo i fondi, le locations, i tecnici e gli attori rispettando possibilmente le richieste del regista. Infine, la postproduzione: montaggio, sottotitoli, rapporti con la stampa, distribuzione. Ce n’è!"
La Samsa gode di una certa fama internazionale. Perchè?
"Siamo i numero uno nel granducato, grazie a riconoscimenti internazionali come il premio di miglior attrice a Venezia per Nathalie Baye, in Une relation pornographique."
Perché realizzare un film in Lussemburgo?
"Perché offriamo un pacchetto completo: vantaggi fiscali, siti naturali e non (perfetti per film d’epoca ad esempio), tecnici di grande qualità...".
Ne te retourne pas (Sophie Marceau e Monica Bellucci) è stato selezionato per la 62a rassegna di Cannes. Cosa significa per voi?
"Oltre al ritorno economico, questa vetrina risalta le competenze tecniche che abbiamo in Lussemburgo, quindi cresce la qualità delle richieste di collaborazione".
Siete presenti sui mercati francese, portoghese e belga. Perché non in Italia?
Forse per ora è semplicemente mancata l’occasione".
Remo Ceccarelli