Michele Cucuzza
Date: 04-04-2007
Number of Views: 550
Volto noto e molto amato della TV italiana, Michele Cucuzza “entra” nelle nostre case ogni pomeriggio con una delle trasmissioni RAI più seguite, la Vita in Diretta. Siciliano di Catania, vive a Roma. Ama molto lo sport e vanta una lunga carriera fra giornalismo e spettacolo. Lui, che di interviste ne ha fatte davvero tante, questa volta si è lasciato intervistare da PassaParola.
Nella tua trasmissione La Vita in Diretta affronti argomenti molto diversi: dalla cronaca rosa a quella nera (di difficile collo collocazione pomeridiana, televisivamente parlando). Come fai a trovare il giusto mix? L’equilibrio ideale fra, per esempio, la storia d’amore vip e una violenza familiare?
Io vengo da una scuola molto forte, quella del telegiornale. Ho fatto il Tg2 sia come conduttore che come cronista per oltre dieci anni, per cui sono abituato a raccontare tutti i tipi di storie. Inoltre, io sono una persona curiosa e quindi facilmente mi interesso e mi appassiono sia alle storie sentimentali di un personaggio, senza però essere invadente o irriverente, sia alle vicende drammatiche, di cui ci occupiamo sempre in maniera rispettosa, ricordando che, visto l’orario in cui andiamo in onda, ci guardano anche tanti bambini e non vogliamo in alcun modo offendere la loro sensibilità.
A La Vita in Diretta sono passati un gran numero di personaggi. Chi è che avresti voluto intervistare e ancora non ci sei riuscito?
Per la cronaca rosa sarebbe carino avere ospite Camilla Parker Bowles, mentre per quella seria mi sarebbe piaciuto ospitare durante il programma uno dei duelli Prodi/Berlusconi. Mi sarebbe piaciuto davvero tanto farlo, sia perché sono interessato sia perché il nostro è un pubblico di tre milioni di elettori, quindi sarebbe stata un’ottima collocazione per il faccia a faccia.
Chi, invece, ti ha maggiormente impressionato rispondendo alle tue domande?
Tanti, tantissimi. Ogni giorno verifico un’Italia di persone per bene, che magari non arrivano alla ribalta della cronaca e che invece costituiscono l’essenza profonda del nostro Paese. L’ultima storia che mi viene in mente e che mi ha colpito, è quella di una famiglia in provincia di Napoli, che ha perduto un ragazzino di 14 anni, Francesco. Era salito con degli amici in una casa abusiva, lasciata a metà, quindi pericolosa: Francesco, per salvare un altro, è caduto ed è morto. Era un ragazzo generoso, un piccolo grande eroe dei nostri giorni. Magari nessuno parlerà mai di lui e, invece, lui ha fatto un gesto così grande. Mi ha colpito molto la dignità della sorella e della madre che, con molta compostezza, non hanno mai chiesto nulla. Poi hanno intitolato un campo di calcio a Francesco in maniera che gli altri ragazzi si possano ricordare in futuro di lui. Certo…è una storia estrema, ma anche commovente e toccante, simbolo di quell’umanità e di quella dignità bellissima che può avere il nostro popolo.
Gilda Luzzi