17, maggio, 2008
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Claudio Fava

Date: 04-04-2007
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PASSAPAROLA INCONTRA CLAUDIO FAVA.
Intervista di Antonio Aversa

Claudio Fava, catanese, giornalista impegnato con una grande carriera in Italia ed all’estero. Dopo la morte del padre nel 1984 (ucciso dalla mafia), "I Siciliani". 
Corrispondente per l'Espresso dall'America Latina alla fine degli anni Ottanta, è stato inviato speciale per molti giornali in Somalia, Cambogia, Algeria, Libano,  Salvador, Cile. Grande il suo impegno politico sia in Italia (Sicilia) che al Parlamento Europeo. dal giugno 1999, il 13 giugno 2004 è stato rieletto a Bruxelles nella lista 'Uniti nell'Ulivo', con 221.958 preferenze. E’ autore di numerosi libri e romanzi.


Con la mafia si arriverà ad un gran finale da film con “lieto fine” o dovremo viverla in eterno come una infinita e triste soap opera?
In eterno no. La storia dell'uomo, negli ultimi secoli, è andata avanti anche in situazioni più complicate e più gravi. Noi siamo usciti nel secolo scorso da due guerre mondiali, abbiamo ricostruito un'idea di democrazia e di convivenza civile. Non sarà di certo la mafia a mettere in ginocchio la civiltà umana e nemmeno la storia del nostro paese. Credo che il lieto fine vada costruito. Oggi c'è molta assuefazione ai silenzi della mafia. La sconfitta della mafia è un impegno che tutti dobbiamo prendere in prima persona.

Cosa dovrebbe fare il Governo? 
Il Governo dovrebbe dare qualche segnale più energico e rivedere alcune delle norme inserite dal vecchio Governo, che hanno nei fatti indebolito la lotta alla mafia.
Bisognerà rivedere la legge sui pentiti visto che alcune norme rendono inutilizzabili le loro confessioni. Bisognerà metter mano alla legge La Torre per fare in modo che confisca e attribuzione dei beni confiscati non siano soggette ad appelli ed a vendite all'asta.
Sono ormai in molti a dire che la mafia non è più una unica prerogativa della Sicilia. Lei è d'accordo? 
E' così da decine e decine di anni. Pensare che una multinazionale capace di investire cash sul mercato immobiliare russo oppure sul mercato della cocaina colombiana sia ancora una storia di famiglie palermitane è una lettura molto letteraria e falsa.

Lei è stato lo sceneggiatore, insieme con sua moglie, Monica Zappelli, del film su Peppino Impastato  "I cento passi". Cosa le è rimasto di quella esperienza? Ha altri progetti cinematografici?
E' stata un'esperienza molto bella anche perchè abbiamo restituito diritto di voce ad una storia che altrimenti sarebbe rimasta seppellita.
Abbiamo fatto conoscere la storia di Peppino a ragazzi che magari non sanno nemmeno se Cinisi sia in Italia o nell'altra parte del mondo.
Vado orgoglioso del fatto di aver contribuito a preservare e rilanciare una memoria forte quale quella di Peppino Impastato.
Di nuovi progetti ce ne sono tanti. Adesso stiamo scrivendo la storia di una famiglia attraverso 40 anni di loro vita tra Palestina e Israele. Una storia vera che stiamo ricostruendo per il cinema e credo che sarà pronta per la prossima estate.

Lei se lo aspettava che a decidere le elezioni politiche sarebbero stati gli italiani all'estero?
No. Come nessuno, soprattutto non se lo aspettava Berlusconi.
La cosa mi ha reso felice perchè finalmente questa falsa immagine degli italiani all'estero nostalgici, conservatori e bigotti non è vera.
Sono donne e uomini che hanno seguito quello che è accaduto nella società italiana e che alla fine, quando hanno dovuto giudicare hanno preferito gli auspici con cui partiva il centro sinistra. Gli italiani all'estero ci hanno dato una lezione di attenzione, di concretezza e di coerenza.

Crede che il Governo Prodi sarà in grado  di fornire una inversione di marcia ad una situazione che si trascina ormai da anni?
Spero tanto di si. In un mondo dove le distanze si sono accorciate in modo così drastico i Consolati non sono più luoghi dove rappresentare vagamente la bandiera italiana. I Consolati devono essere luoghi in cui si costruisce identità, si trasmette cultura e si danno servizi.
Un abbraccio sentito a tutti coloro che leggeranno la mia intervista.
Siete l'immagine dell'Italia nel mondo e senza ombra di dubbio io credo che siate una proprio bellissima immagine.


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