L'uomo dalle ali ai piedi
Date: 06-04-2007
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Stefano Baldini, maratoneta, campione del mondo ad Edmonton nel 2001, medaglia d’oro ad Atene 2004, campione europeo a Göteborg 2006) si racconta al microfono di PassaParola
Atleta ed ora anche scrittore, uno sportivo che è un vero esempio per i giovani, ci spiega la sua vita “da campione”.
Campionato mondiale, campionato Europeo, medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Atene. Con il successo olimpico, nella terra dove la maratona è nata, Lei è entrato nella leggenda di questo sport. Quale l’emozione più grande e quali le differenze nei vari successi?”
Ogni gara e ogni medaglia hanno la loro propria storia: tutte sono belle, da ricordare. Ovvio che il successo di Atene ha avuto un sapore tutto particolare, perchè il sogno di qualsiasi ragazzo che inizia a fare sport per me è diventato realtà. Per me è stato bello vincere l'oro olimpico soprattutto ad Atene, culla della civiltà olimpica e sul percorso dove questa specialità è nata nel mito di Filippide. Indimenticabile..
Dopo questi grandi successi internazionali e una carriera lunga costellata da tante, grandi imprese, dove trova la forza per correre ancora e quali sono gli obiettivi che si pone?
Di base mi diverto ancora molto a fare sport. A questo livello è molto stressante e faticoso, bisogna fare tanti sacrifici, ma poi i risultati e tutte le piccole soddisfazioni personali ti danno la forza di andare avanti; lo sport è parte integrante della mia vita da quando ho finito le scuole, mi ha dato la possibilità di girare il mondo e conoscere tante persone: motivazioni importanti. Il mio obiettivo è gareggiare fino ai giochi di Pechino 2008. Da campione olimpico in carica, sarà sicuramente emozionante.
Lei ha scritto un libro: Con le ali ai piedi. Che ha avuto un grande successo di pubblico e di critica ed ha inoltre creato il sito internet www.stefanobaldini.net. Quanto è importante per Lei la comunicazione e, più in generale, per uno sport come l’atletica che molto spesso non è sotto la costante luce dei riflettori?
Tutto è nato immediatamente dopo Atene; io avevo già intenzione di scrivere delle mie esperienze perchè credevo fossero interessanti; mancava però il motivo principale per essere ancor più credibile. Poi è arrivata Atene…. Il 20 marzo esce il mio secondo libro (ed. Mondadori), titolo: "Quelli che corrono", il cui obiettivo vuole essere di portare sempre più persone a rompere con la sedentarietà, a correre nel modo corretto e con le giuste motivazioni. La comunicazione oggi è molto importante, soprattutto nello sport; spesso non ci sono molte informazioni riguardanti gli sport (eccezione fatta per il calcio). Da qui il sito internet che mi da anche la possibilità di essere vicino ai tifosi.
La maratona è uno sport duro, che richiede una grande passione ed enormi sacrifici.
Come ha iniziato? E come si è accorto di avere muscoli, testa e …cuore per arrivare a grandi risultati?
I miei fratelli maggiori avevano iniziato con le gare della scuola e mi hanno spianato la strada, aiutato anche dal fatto che i miei genitori mi hanno regalato un grande talento naturale. Per correre la maratona però non bastano gambe e cuore, ci vuole anche la testa. L'aver avuto vicino le persone giuste mi ha permesso di crescere per gradi senza bruciarmi da ragazzo, quando era facile ottenere risultati migliori. Questo mi ha permesso di maturare nel modo giusto ed arrivare a disputare gare potendo tirare fuori il meglio di me stesso.
Quali consigli può dare a un giovane che si avvicina alla sua disciplina?
All'inizio consiglio di correre distanze più brevi, la maratona va corsa solo quando si è maturi; io la prima l'ho fatta a 24 anni e fino a quel momento avevo gareggiato solo dai 3000 ai 10000 metri. La maratona ti da soddisfazioni e disciplina, ti aiuta a conoscerti meglio e a sentire le sensazioni che il corpo ti da.
Di Gilda Luzzi