Daniela Ragni
Date: 07-05-2007
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Daniela Ragni direttrice di Transfair Lussemburgo. Il Commercio equo e solidale ha un'attivista di livello.
Daniela Ragni è dall’ottobre 2003 direttrice di TransFair- Minka asbl Lussemburgo.
TransFair è il marchio di garanzia del Commercio Equo e Solidale, un consorzio senza scopo di lucro costituito da organismi che operano nella cooperazione internazionale, nella solidarietà e nel commercio equo e solidale per diffondere nella grande distribuzione i prodotti del mercato equo.
Il Commercio Equo e Solidale (Fair Trade) è una partnership commerciale, basata sul dialogo, la trasparenza ed il rispetto, che cerca una maggiore equità nel commercio internazionale. Contribuisce ad uno sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni di scambio ed assicurando i diritti dei produttori e dei lavoratori svantaggiati, specialmente nel Sud del Mondo.
Daniela dopo una laurea all'Università di Bologna nel marzo 2003 (Facoltà Scienze Politiche, corso di laurea in Scienze Internazionali e diplomatiche con la specializzazione nei Paesi in via di Sviluppo), si trasferisce "per amore" in Lussemburgo dove comincia la ricerca di un lavoro stabile.
"Ho sempre avuto un ideale di giustizia e ho cercato prima nelle Organizzazioni Non Governative presenti sul territorio. Dopo un periodo di volontariato all’ASTM (Action Solidarité Tiers Monde asbl) sono approdata a Transfair come coordinatrice di una piccola equipe formata da 5 persone, che si occupava di azioni semplici e lobby politica".
La Ragni, come direttrice segue i meeting internazionali, è responsabile delle campagne di promozione del marchio, si occupa di rafforzare la rete dei produttori dei Paesi in via di sviluppo e promuove i prodotti nelle reti commerciali del Granducato.
"TransFair fa parte di FLO (Fair Trade Labelling Organisations), dice Daniela, il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia, insieme ad altri 20 marchi che operano in Europa, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Giappone. In pratica, TransFair garantisce che i prodotti con il suo simbolo, che trovate nei supermercati, siano stati lavorati senza causare sfruttamento e povertà nel Sud del mondo e siano stati acquistati secondo i criteri del commercio equo e solidale".
Già prodotti come il cioccolato, il cacao, il tè, lo zucchero, il caffè, le banane, il succo d'arancia, il miele sono venduti con il marchio Transfair. Presto anche in Lussemburgo saranno introdotti nuovi prodotti, come i vestiti di cotone, per esempio.
"Il Lussemburgo, racconta orgogliosa Daniela, è il Paese dell'Unione europea, che spende di più in prodotti equi e solidali ogni anno per abitante (4.96 euro contro 0,48 centesimi dell'Italia). Questo significa che il nostro lavoro di educazione scolastica e promozione del marchio funziona".
Le organizzazioni di Fair Trade (in collaborazione con i consumatori) sono impegnate attivamente nel sostegno ai produttori, nelle campagne di sensibilizzazione per il cambiamento nelle regole e nelle pratiche del commercio internazionale convenzionale.
"Quando compriamo, conclude la Ragni, esercitiamo un potere e dunque anche un atto politico. Ricordiamoci che quando compriamo equo e solidale, sosteniamo* 508 organizzazioni di produttori in più di 50 Paesi del Sud del Mondo, i prodotti certificati TransFair – Fairtrade sono presenti in più di 55000 supermercati in tutta Europa e i benefici del commercio equo e solidale raggiungono più di 5 milioni di persone. La nostra deve diventare una scelta esclusiva e consapevole".
Paola Cairo