Dominique Rizzi
Date: 10-09-2007
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Una donna alla corte di Bacco.
Conosce, analizza, degusta, consiglia. La migliore sommelier di Lussemburgo si racconta al nostro giornale.
Parliamo della professione sommelier che a Lussemburgo ha una rappresentante d'eccezione: Dominique Rizzi, maître-sommelier presso il ristorante De Jangeli a Mondorf- Les- Bains.
Nata in Francia ma originaria di Castellana Grotte (provincia di Bari), Dominique dopo la scuola alberghiera di Metz si laurea a Bordeaux presso la Facoltà di enologia.
"A sviluppare la mia grande passione per il vino e i distillati – racconta la Rizzi – è stata sicuramente mia madre che fin da adolescente mi faceva gustare le ricette della buona cucina pugliese".
La Rizzi svolge il suo lavoro con tenacia e competenza. E' presidente dell'associazione degli anciens élevés della scuola di Metz, è degustatrice ufficiale delle guide della casa editrice Hachette ed è anche giornalista gastronomica.
Lavora da quando aveva 18 anni e si è formata in grandi ristoranti della Svizzera, della Corsica e del Lussemburgo.
"Dal maggio 1994 sono direttrice e maitre de sale del ristorante del complesso termale di Mondorf. In questi anni la reputazione sia dal lato enologico che dal lato gastronomico è stata in ascesa. In particolare io cerco di fare un lavoro non tradizionale, con conferenze, serate a tema e soprattutto marcando l'importanza del ruolo del vino nella società contemporanea".
Il sommelier deve avere la capacità di degustazione, cioè saper discernere con il giusto metodo i caratteri organolettici di un vino, ponendo particolare attenzione all’aspetto della qualità. Questa abilità si perfeziona col tempo e l’esperienza, educando la memoria con continue degustazioni e visite ai produttori di vino.
La Rizzi si è distinta nel 1992 nel Campionato del Mondo del Vino come migliore sommelier del Lussemburgo ed è nella giuria del Concorso Mondiale del vino che si svolge ogni anno a Bruxelles. "Non è una professione facile – continua l'esperta - soprattutto non è ancora riconosciuta la figura femminile. Le donne, infatti, devono dimostrare sempre più competenza rispetto agli uomini e per fare questo bisogna avere professionalità e carisma".
Ma non è tutto. Bisogna conoscere di geografia e legislazione vitivinicola, viticoltura ed enologia così come di tecniche per la stesura di un piano finanziario finalizzato all’acquisto di vini.
Essendo l’anello di congiunzione tra i viticultori e gli utenti finali, il sommelier deve saper scegliere nello sterminato panorama offerto dal mercato i prodotti più adatti alla propria cantina ed elaborare un’intelligente carta dei vini. Infine il servizio: in sala deve essere una figura capace di coccolare il cliente suggerendogli il giusto accostamento senza pretendere che divenga un’imposizione, conquistandone la fiducia con modi garbati ed eleganti.
Al ristorante De Jangeli - conclude la Rizzi - mettiamo continuamente in relazione il vino con la salute: esiste infatti il menu a basso contenuto di calorie; con il cibo, con la mente: abbiamo organizzato alcune serate di sofrologia e enologia, con la tradizione: per esempio le settimane dedicate alle regioni italiane. Questo perché per me è essenziale che il vino dia emozione e che sia come un viaggio in cui le emozioni si condividono con gli altri".
Prossimi appuntamenti: a settembre con i vini del triangolo d'oro spagnolo, a novembre con i vini portoghesi e a dicembre con lo champagne.
Paola Cairo