17, maggio, 2008
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Villerupt

Date: 11-10-2007
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Comincia il Festival del Cinema italiano di Villerupt!
Dal 26 ottobre all'11 novembre si festeggia il 30mo compleanno del festival.
Oreste Sacchelli, delegato artistico, ci anticipa i temi e ci regala le sue opinioni sul cinema italiano.
 
Quest'anno festeggiate il 30° compleanno del Festival del Cinema italiano di Villerupt. Quali sono i ricordi più belli e quali le prospettive per il futuro?
I ricordi sono tantissimi: tantissime le persone incontrate e dietro ogni persona c'è una storia, un incontro, un'amicizia. Posso citare Tognazzi e Manfredi ma non mi lascio prendere dalla nostalgia del cinema passato e voglio ricordare anche tanti giovani autori, che sono stati ospiti in questi anni. 
 
Festival del cinema italiano a VilleruptAnche se il programma ancora non è completato puo' dirci quale sarà il tema principale di questa edizione e a chi sarà dedicata la retrospettiva?
Quest'anno il tema principale saranno gli Anni '70. Sia perché noi abbiamo cominciato nel 1976 sia perché è stato un momento importante nella storia del cinema italiano con la liberalizzazione delle antenne. E poi perché è un argomento vivace attualmente anche ivello cinematografico, infatti, abbiamo visto il successo di "La meglio gioventù", il film di Marco Tullio Giordana (vincitore a Cannes 2003, nella sezione Un certain regard , ndr) e quest'anno c'è "Mio fratello è figlio un ico" di Daniele Luchetti. Entrambi scavano sui rapporti sociali di quegli anni.
Noi di Villerupt andiamo avanti come possiamo. In questi anni siamo cresciuti molto. Quest'anno ci saranno 70 film di cui 8 opere prime, seconde, terze e vogliamo continuare a dare una visione chiara del cinema italiano com'è ora.
Si parla da tempo di cinema italiano in crisi. Si fanno in realtà tanti bei film ma pochi sono i riconoscimenti ufficiali e i grandi premi a livello internazionale.Qual è la Sua opinione in merito?  Secondo Lei dov'è il problema? E quale un'eventuale via d'uscita?
Il problema dei premi, in realtà è un problema generale. Non solo del cinema italiano ma per esempio anche di quello francese o tedesco o inglese. Ultimamente c'è un po' la ricerca dell'esotismo e quindi vincono film dell'Estremo oriente. Poi dagli anni '70 molte cose sono cambiate, soprattutto con l'avvento della televisione. Secondo me va ritrovato il contatto con un certo pubblico e quello va riportato nelle sale cinematografiche.
Il cinema italiano negli scorsi decenni ci ha regalato grandi attori, che hanno fatto la storia (ed il vanto) del nostro Paese: Magnani, Sordi, Loren, Mastroianni, Vitti, Manfredi...solo per citarne alcuni. Lei oggi vede qualche "erede"? Chi?
Tantissimi sono i bravi attori italiani in giro. Anche se hanno solo la passerella europea che a volte puo' sembrare un po' provinciale. Tra gli uomini sicuramente Castelletto, Lo Verso e Casotti. Hanno qualità tecniche e talento. Tra le donne posso dire la Ceccarelli, la Mezzogiorno.
Per esempio, quest'ultima è stata bravissima nell'interpretazione del film sulla scomparsa della giornalista Ilaria Alpi intitolato "Il più crudele dei giorni" di Orgnani. Ma il film è rimasto nelle sale italiane e, secondo me, non ha avuto la passerella internazionale che avrebbe dovuto.
 
 
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