09, maggio, 2008
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Gian Antonio Stella

Date: 04-01-2008
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Il giornalista e scrittore che con il suo libro "La Casta" ha smosso la coscienza di noi tutti e ha sollecitato dibattiti sulla politica italiana, ha accettato di farsi intervistare da PassaParola. Politica, immigrazione passata e recente, razzismo, teatro, cinema i temi affrontati con il piglio di un saggista e la passione di un romanziere.

Nel tuo libro di grande successo “La casta” scritto insieme a Rizzo, racconti la classe dirigente italiana come una casta di intoccabili che sguazza negli sprechi e nei privilegi delle istituzioni. Nonostante ci siano stati negli anni passati altri libri di questo tenore, solo ora gli italiani sembrano interessarsi a quello che succede all’interno dei “palazzi”. Perché?
 
Io stesso avevo fatto il libro "Lo spreco. Come buttare via due milioni di miliardi" nel 1998 e quell'anno usci, anche lo stesso giorno, "L'Italia degli sprechi. Dalla A alla Z enciclopedia delle spese assurde a carico dei contribuenti" di Raffaele Costa, ex ministro  della sanità, esponente liberare. Ci sono stati anche altri libri, pero, come in tutte le cose, il troppo stroppia e l'enormità della cosa è più vistosa oggi perchè nei 5 anni "berlusconiani" si è aggravata situazione, già grave durante governo dell'Ulivo. Ora è mostruosa. Basti dire che i costi delle maggiori istituzioni dello Stato: Quirinale, Senato Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio, Corte costituzionale sono aumentati mediamente del 41%.
Il motivo, dunque, non è solo nostro libro ma il punto è che c'è stata un'impennata di costi.
 
Quali sono i motivi principali che ti hanno portato nei tuoi libri più recenti ad occuparti così da vicino della classe politica italiana?
 
Sicuramente il mio senso civico.
 
 
Anche Beppe Grillo raduna folle e parla di partiti, politica e corruzione. Pensi che stiamo andando verso una nuova tangentopoli e non credi che tanto scalpore possa in qualche modo produrre gli esiti della prima: tanta rigidità iniziale e poi un lento progressivo ritorno al passato?
 
Credo che Beppe Grillo abbia fatto cose buonissime in questi anni. Credo che sia stato formidabile su risvegliare le coscienze su  alcuni temi ambientali  come l'energia.
È un amico e lo considero un amico ma non sono d'accordo su certe scelte sue recenti
Tipo rivolta fiscale e la distruzione partiti. I partiti occorre cambiarli ma non distruggerli perché si rischiano sono solo dittature di destra o di sinistra, senza partiti
Non sono d'accordo neanche con liste civiche con bollino
Perché io non sono stato in grado di dare il bollino a persone che avevo votato mentre l'avrei dato a persone che ho scoperto essere per bene. Bisogna stare attenti
 
Com'è nato il tuo interesse per le vicende umane e drammatiche degli emigrati italiani nel mondo, che, con i tuoi libri, ha contribuito a  fare conoscere,  e quale delle tante tragedie di cui è costellata la storia dell'emigrazione italiana (Marcinelle, Mattmark, Monongah, Aigues-Mortes ...) ti ha colpito maggiormente?
 
L'interesse è nato visto il crescente razzismo che in Italia cresceva contro gli immigrati. E contro il fatto che alcuni consideravano i nostri immigrati di allora come diversi.
L'ho fatto per quello; se scrivessi l'Ulisse di Joyce o la Divina Commedia e se i protagonisti si chiamassero Mohammed e fossero immigrati, credo che non lo leggerebbe nessuno.
L'unica maniera per parlare di questo tema era rovesciarlo; e io l'ho fatto.
Per quanto riguarda le stragi ce ne sono state altre ancora più gravi di quelle citate come quella di Calumet (1), del 24 gennaio1913.
Oppure la strage di Ludlow (2), del 1914 in cui Rockfeller fece arrivare guardia civile del Colorado per reprimere sciopero minatori italiani e greci. 73 morti nella prima
66 nella seconda.
Gian Antonio Stella foto 
Nel tuo libro "L'Orda, quando gli albanesi eravamo noi", ci racconti delle ingiustizie e persecuzioni patite come emigranti e ci richiami a una maggiore tolleranza verso i cittadini stranieri, che vengono in Italia a cercare fortuna. Siamo diventati razzisti?
 
Un po' si, ma bisogna dire che ho amici Rom e sono persone perbene, alle quali affiderei le chiavi di casa senza problema. Ma il popolo Rom deve far chiarezza al suo interno, perché se era orribile il razzismo anti- italiano in Svizzera, America, Francia, Belgio, c'erano contraddizioni interne con le quali gli italiani dovevano fare i conti. Fare i conti ci ha aiutato a crescere. Anche per i rumeni è cosi.
Non è accettabile che in una città come Roma ci siano stati 260 marocchini arrestati, 230 albanesi e 4013 rumeni, 15 volte più numerosi e pericolosi. Queste situazioni costringono gli antirazzisti viscerali, quali sono io, a farsi carico di un problema per non lasciarlo alla destra razzista
Ma bisogna che ognuno se ne faccia carico.
 
Da cosa è stata dettata la scelta di scrivere un romanzo “Il maestro magro”, uscendo dallo stile giornalistico e da altri generi di scrittura già collaudati?
 
Sicuramente dalla curiosità personale che ho verso il linguaggio. Non scrivo solo saggistica. Per esempio, il mio ultimo libro è intitolato: "La bambina, il pugile, il canguro" per Rizzoli ed è un romanzo. Racconta la storia di un vecchio pugile costretto, dal suicidio della figlia, a crescere la nipotina down. E' una storia di una grande felicità e tenerezza. Poi ho scritto per il teatro.
La seconda metà ottobre, con la Compagnia delle Acque (di Gualtiero Bertelli, ndr), siamo stati in tournée in Canada e negli Stati Uniti con lo spettacolo teatrale, ispirato al mio libro "L'Orda. Quando gli albanesi eravamo noi". Abbiamo raccontato, recitato cantato,  trasmesso filmati (sottotitolati in inglese per facilitarne il senso)… Io racconto storie, sono la voce narrante, un po' come fanno Paolini, o Moni Ovadia. Insomma sono giornalista, saggista, scrivo romanzi e copioni teatrali e in futuro, perché no? Potrei anche scrivere per il cinema…..
 
A cura di Paola Cairo. Hanno collaborato Daniele Rossini, Gilda Luzzi, Elena Giovannini, Erika Maddalena.
 
 
 
(1) Calumet, nella parte meridionale della penisola di Keweenaw protesa nel Lake Superior ai confini tra il Michigan e il Canada, era allora un paesotto che, dopo la scoperta di ricchi giacimenti di rame, era diventato in pochi anni uno dei centri più importanti del mondo per l'estrazione e il commercio del metallo.
  (2) Massacro di Ludlow (Colorado) avvenne il 20 aprile 1914, a seguito della feroce repressione degli scioperi dei minatori da parte delle guardie private dei proprietari delle miniere, guidati dalla Colorado Fuel and Iron Company (della famiglia Rockefeller)


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