10, maggio, 2008
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Perissinotto

Date: 15-02-2008
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In compagnia di Alessandro Perissinotto: testimone coraggioso e impegnato della verità attraverso le parole.

 

Alessandro "scrive di mestiere", e insegna presso la facoltà di Scienze dell'Educazione e della Formazione dell'Università di Torino. Questi i suoi romanzi: L'anno che uccisero Rosetta, La canzone di Colombano, Treno 8017, Al mio Giudice (vincitore del Premio Grinzane Cavour 2005), Una piccola storia ignobile e L'ultima notte bianca. Il filo conduttore dei suoi libri è lo smascherare soprusi e falsità e far si che la verità, seppur ignobile e scomoda, venga a galla.

Per sfatare i miti che circondano il mestiere di scrittore, ci dice che per lui non è necessaria una vita straordinaria, e che basta cercare la novità nell'animo di chi si incontra. Rimuginare sulle idee, e poi sedersi a tavolino con costanza e dedizione. La sua cartella "idee per romanzi" è stracolma, ma ci rassicura : Anna Pavesi, eroina degli ultimi due libri noir, continua le sue indagini, e si innamora nuovamente.

Alessandro ha risposto ad alcune nostre domande.

 

Perche nei tuoi romanzi è cosi importante il luogo, dal quale scaturiscono le descrizioni piu appassionate: Bergamo alta di notte, i murazzi a Torino nella nebbia, la casa sulle palafitte, le strade gremite di folla, gli hotel francesi ospitali e trasandati?

Forse perché mi sento un po' regista e un po' fotografo, perché i luoghi e le cose (o almeno certi luoghi e certe cose) mi scatenano emozioni e allora cerco di riprodurre nei miei romanzi, proprio come farebbe un fotografo, le immagini che sono la sorgente di quelle emozioni.

 

Anna Pavesi e Stefano, divorziati, sono in continuo contatto, è forse per questo che Anna non riesce a rifarsi una vita. Fa parte anche lei della generazione che preferisce il sogno al compromesso?

Non credo che c'entrino il sogno o il compromesso: come raccontavo nel primo romanzo (Una piccola storia ingobile), il loro matrimonio è finito perché si è spento l'amore, ma non è finita né la stima, né la complicità. Anna non riesce a rifarsi una vita perché ha bisogno di tempo, ma più avanti ce la farà.

 

Italiani residenti all'estero che leggono: cosa dovrebbero avere sul comodino per esorcizzare la lontananza/mancanza?

E' una domanda difficile, alla quale non so rispondere perché non ho mai provato a vivere all'estero se non per brevi periodi e in quei brevi periodi, per esorcizzare la paura della lontananza, mi bastava l'idea del prossimo rientro. La sola idea che mi viene in mente è terribilmente banale: dovrebbero avere sul comodino un buon libro in italiano (non necessariamente ambientato in Italia).

 

Se Anna Pavesi fosse un fumetto, avrebbe i tratti caratteristici di quale disegnatore?

Credo Milazzo o Stella.

 

Quando uscirà la prossima indagine della psicologa Anna Pavesi?

A settembre 2008

 

Alessandro attualmente si è preso un anno sabbatico all'Università e si dedica alla scrittura, alla vita familiare, allo scii, alle escursioni in moto e.....alle interviste.

 

Elena Giovannini


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