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Il cantautore Pippo Pollina presenta “Cento chimere” in Lussemburgo

When:
6 ottobre 2019 @ 18:30 – 20:00
Where:
Libreria Italiana
Cost:
free entrance
Contact:
Libreria Italiana-PassaParola MagE-mail
Categories:

chimere

Sono trascorsi più di trent’anni da quando è stato pubblicato l’album “Aspettando che sia mattino”. Era il 1987 e pochi conoscevano il nome di Pippo Pollina. Oggi, dopo aver raggiunto il successo, con centinaia di esibizioni dal vivo e importanti collaborazioni con grandi artisti di fama internazionale, il cantautore palermitano racconta la sua storia. Anno dopo anno, il suo percorso segue le tracce dei suoi dischi: sedici album per altrettanti capitoli, ciascuno dedicato ad una particolare fase della sua crescita artistica e personale, passando attraverso l’iniziale sconforto dei teatri vuoti, fino alla trionfale esibizione all’Arena di Verona, intrecciando il proprio cammino con nomi come Van Morrison e Tracy Chapman, duettando con Franco Battiato, Nada Malanima, Giorgio Conte e molti altri. Scopriremo anche il complesso rapporto con la sua Sicilia e con l’Italia intera, intensa ispiratrice di sogni e visioni, ma anche terra ostile, incapace di intuire per tempo le potenzialità di un grande artista che è stato, invece, accolto con entusiasmo dalla Svizzera, dove vive da molti anni, e dagli altri paesi di lingua tedesca, in cui ha venduto centinaia di migliaia di copie dei suoi dischi. “Cento chimere” è il titolo scelto per la versione italiana della sua autobiografia, scritta con la stessa mano che ha dato vita agli straordinari testi delle canzoni che migliaia di suoi fan hanno imparato ad amare profondamente.

Pippo Pollina. Il nome e il cognome. Basta il loro accostamento per risvegliarmi una miscela di sentimenti. Suoni, memorie, camicie bianche, piazze, teatri e brindisi tra amici. Vedo un ragazzo palermitano che impara a suonare la chitarra da coetanei un po’ più grandi, in un’aria che sa di Inti-Illimani. Che a un certo punto abbandona la sua isola, la Sicilia dei mandorli in fiore e del sangue, pur amandola disperatamente. Che pratica il volontariato più umile per riscattarla, in nome di un intellettuale-giornalista ucciso a Catania la sera prima dell’Epifania, più di trent’anni fa, perché la mafia uccide d’estate, come dice il titolo di un bellissimo film, ma uccide pure d’inverno. Vedo la sua generazione, che ho conosciuto e amato da vicino, vestita senza ambizioni griffate e armata dei primi zaini in spalla. Voglia di avventura e di viaggi, vent’anni dopo il sessantotto. Non per conoscere il mondo come allora, ma per scappare dalle esplosioni di violenza vigliacca contro i giusti. Per fuggire da un mondo dove meriti e talenti vengono soffocati, contando infinitamente di più le amicizie e le parentele, comprese quelle politiche.

Dalla Prefazione di Nando dalla Chiesa

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